Corallo (Pd): “Pd risale nei sondaggi? Non ci credo”

“I sondaggi possono anche essere acquistati. Anche prendendoli per buoni, il fatto che il Pd stia risalendo non è positivo se…”

Il giovane esponente del PD Dario Corallo, candidato alla prima fase delle primarie, sulla crescita del Pd nei sondaggi, parlando a Radio Cusano Campus ha detto: “Da un lato non sono così convinto dei sondaggi che dicono che il PD stia risalendo e sia la seconda forza, più volte si sono poi rivelati falsi. Spesso capita anche che si possano acquistare dei sondaggi o fare la domanda in modo che possa arrivare un certo risultato. Io sono convinto che la gente non sia idiota, se cambia idea lo fa sulla base di cambiamenti reali. Questi certificati dai sondaggi possono essere gli umori del momento. Ma anche se prendiamo per buoni questi sondaggi. Il fatto che il Pd stia risalendo non è positivo se non si è ragionato su cosa effettivamente sia successo nella società italiana in questi anni. Non si può dire: non ci interessa cosa è successo, l’importante è che l’abbiamo scampata. E’ la logica dell’ ‘io speriamo che me la cavo’”.

Sulle nomine della direzione del PD: “Io me l’aspettavo esattamente così la direzione, il problema è che forse i sostenitori di Zingaretti se l’aspettavano diversa, magari si aspettavano Lenin, non so. Se uno va a vedere sono circa 205 i membri della direzione, di cui più del 60% uguali alla direzione precedente. Questo congresso l’ha vinto Franceschini, che sta sempre in maggioranza. La Serracchiani che era in maggioranza con Bersani e Renzi segretari, è in maggioranza anche con Zingaretti segretario. Il punto è che ci sono queste persone che stanno sempre in maggioranza. Sono persone saltate da una parte all’altra in maniera indecente, perché l’importante è andare dietro al nuovo messia. Io vorrei sapere qual è la linea politica del partito. Dalle elezioni del 4 marzo scorso, la domanda che viene fatta dai giornalisti ai dirigenti è: come fate a riprendervi i voti? Come se il problema fosse questo. L’idea che il partito debba rappresentare una parte della società è passata in secondo piano, così come la linea politica. Si discute di chi può salvare la sinistra e si procede di messia in messia. Di solito la dinamica è questa: Repubblica sceglie il nuovo messia e tutti lo seguono. Nel momento in cui la lettura della società non la dà nessuno, la dà il principale quotidiano letto dagli elettori di centrosinistra. Soltanto che Repubblica dà una lettura tipicamente liberale, non proprio socialista”.

Sul movimento ambientalista guidato da Greta: “Lo spontaneismo alla fine porta alla fine di un movimento, un movimento o si struttura o muore. Credo che il Pd e tutte le sinistre europee dovrebbero guardare a questo movimento che nasce al di fuori di ogni partito. Ormai i partiti non sono capaci di mobilitare nessuno. Secondo me però questi ragazzi sbagliano in parte l’obiettivo, cioè attribuire la responsabilità dei cambiamenti climatici ai politici è un errore. I politici magari hanno la responsabilità di aver fatto poco. Ma il cambiamento climatico è dato dal sistema capitalistico che continua a produrre in massa e ad indurre a consumare in massa. Se non è più neanche la sinistra a guidare quel movimento anti-capitalista allora chi lo deve fare? Allora noi ci estinguiamo. Gli attacchi ai giovani che hanno manifestato? Questo è il motivo principale per cui mi ero candidato, perché c’è una frattura generazionale. All’inizio degli anni ’90 i nostri genitori ci dicevano che l’importante era studiare e invece dopo 30 anni ci troviamo che sei hai studiato e sei figlio dell’ultimo dei dimenticati da Dio, rimani l’ultimo dei dimenticati da Dio”.