Corallo (Pd): “Le assemblee del Pd sono diventate uno show per i soliti noti”

“Prima almeno c’era anche un dibattito. Io non ho potuto parlare, sono stati tagliati 25 interventi. La cosa curiosa è che io mi ero prenotato la mattina presto…”

Dario Corallo, Pd

Dario Corallo, giovane esponente del Pd che partecipò alla prima fase delle primarie, è intervenuto su Radio Cusano Campus e sull’assemblea del Pd ha detto: “L’Assemblea è l’organismo più alto del partito, la riunione di tutti i rappresentanti d’Italia. Le assemblee che si fanno sono tante rispetto alle decisioni che poi vengono prese. Il problema è che sono uno show, il momento in cui parlano sempre alcuni dirigenti e si fanno vedere. Il segretario arriva, dice la sua, la sua maggioranza dice ‘va bene’ e finisce lì. Prima almeno c’era anche un dibattito”.

“Io non ho potuto parlare, sono stati tagliati 25 interventi. La cosa curiosa è che io mi ero prenotato per parlare la mattina presto appena arrivato, vuol dire che qualcun altro s’era prenotato in maniera privata nei giorni precedenti. Inoltre tanti iscritti arrivati da tutta Italia non hanno potuto parlare, perché dovevano parlare Cuperlo, Verducci, sempre i soliti. Se una persona sta in un organismo rappresentativo e chiede di dire qualcosa, se si vuole fare una discussione vera lo si ascolta, se invece bisogna stare a sentire soltanto le opinioni favorevoli e dire: tutto bene, andiamo avanti, a quel punto vale tutto. Noi non stiamo governando e facciamo un programma di governo, bisogna invece avere una linea politica, una precisa visione del mondo. C’è questa sorta di atteggiamento degli usurpati dal potere, come se il potere legittimamente appartenesse al PD ed è usurpato da persone brutte, sporche e cattive. Non è così”.

“Noi dobbiamo tracciare una linea di opposizione e dire che tipo di società vogliamo. Salvini bombardava col messaggio ‘Prima gli italiani’ ed è arrivato al 34%. Noi invece stiamo lì a fare proposte, ma la somma di proposte non fa linea politica. Ogni posizione che viene presa è strumentale. Con Renzi segretario era stata presa una posizione che era linea Minniti, adesso le stesse persone che sostenevano la linea Minniti si dicono contrari da quando è diventato segretario Zingaretti così si trovano sempre in maggioranza. Queste convinzioni non vengono prese per convinzioni ma per tattica, dato che il capocorrente ha detto una cosa, allora gli altri dicono lo stesso. I più importanti nel partito sono tutta quella selva di dirigenti locali che non si conoscono, che sono noti solo nel piccolo Comune, che passano da una maggioranza all’altra con una disinvoltura che fa più spavento che schifo”.

“Negli anni noi abbiamo abbandonato interi pezzi della società, ci è stato detto che le classi non esistevano più e i dirigenti dell’epoca ci hanno creduto, così piano piano abbiamo iniziato ad abbandonare alcuni classi sociali, finendo per rappresentare solo la medio-alta borghesia che tutto sommato ce la fa. Nell’ultima assemblea è stata lanciata la costituente delle idee dove Zingaretti dice: chiamiamo le migliori menti del Paese a dirci le loro idee. Il punto è che non ci servono le migliori menti del Paese. Ci serve ascoltare la persona normale che cerca lavoro che si sente tradito dal partito”.