Columubs Day, Seattle ascolterà le proteste italiane? – di Roberto Zanni

A New York City lunedì c’erano oltre un milione di persone tra la 44ª e la 72ª strada per la parata del Columbus Day organizzata dal Columbus Citizens Foundation. È la più grande parata degli Stati Uniti che si svolge il secondo lunedì di ottobre, per tutti (o quasi) gli States il giorno in cui si celebra la scoperta dell’America. È il Columbus Day che a New York City, ma non solo, è stato anche un giorno di propaganda elettorale, tra meno di un mese ci sono le elezioni di ‘midterm’ e per esempio a Manhattan hanno sfilato il governatore Andrew Cuomo, democratico, e il suo rivale, il repubblicano Rob Astorino. C’era anche il mayor Bill de Blasio per la grande parata che sulle strade newyorkesi si svolge dal 1929. 

Una giornata di festa e tra gli spettatori, come sempre, anche migliaia di turisti, alcuni arrivati dall’Italia, ma non solo. Una famiglia, di passaporto inglese, ha raccontato che le proprie origini portavano a un piccolo paese vicino a Genova e che, stando a New York, hanno voluto partecipare a questo evento che ogni anno blocca la ‘Big Apple’. Ma se a New York City e anche in altre città degli USA, il 13 ottobre, giorno in cui quest’anno si celebrava il Columbus Day, è trascorso come al solito, tra parate e cibo italiano, una maniera, quella gastronomica, per rendere sempre più ‘gustosa’ qualsiasi ricorrenza, dall’altra parte degli States, a Seattle, nello stato di Washington, l’atmosfera era completamente diversa.

La città infatti dopo aver votato l’addio al Columbus Day, l’ha tramutato in Indigenous Peoples Day, ultima città in ordine cronologico, ma sicuramente la più importante, ad aver raggiunto questa decisione. Ma se la città, o meglio i propri rappresentanti, hanno cancellato il Columbus Day, gli italo-americani si sono uniti, per protestare e lottare contro questa decisione. Così un gruppo di italoamericani in rappresentanza degli oltre 200.000 che vivono in Washington State si sono uniti e hanno deciso di protestare formalmente contro questa decisione. E per farlo hanno voluto ricordare l’apporto dato dagli italo-americani alla comunità di Seattle, e di tutto lo stato. E se il St. Patrick Day è la celebrazione di tutto ciò che è irlandese, il Columbus Day, deve continuare ad esserlo per gli italiani, di qualsiasi generazione essi siano.

Nel 1957 lo stato e la città votarono Albert Rosellini come il primo governatore italo-americano ad ovest del Mississippi, un momento importante per tutti gli States. Seattle ha una lunga storia di italo-americani leader in diversi settori, dalla legge al business, dallo sport, dalla finanza alla medicina fino alla gastronomia. "Quando celebriamo il Columbus Day – ha spiegato Amandino Batali, padre di Mario, famoso chef e proprietario di diversi noti ristoranti in tutti gli USA – è una maniera di offrire il nostro rispetto alla forza e al sacrificio delle precedenti generazioni che hanno permesso a molti italiano-americani di oggi a Seattle di poter vivere il sogno americano".

La comunità italo-americana a Seattle, storicamente, ha dovuto subire violenze verbali di ogni genere, come quando nel 1972, lo stesso Rosellini fu attaccato in campagna elettorale dai suoi avversari con slogan del tipo ‘Davvero Washington ha bisogno di un altro padrino?". Calunnie che si sono propagate nel tempo, ma che la comunità italo-americana è riuscita a superare, mostrando sempre il lato migliore e più onesto. Adesso la stessa comunità si vede costretta a subire qualcosa che forse è ancora peggio: un oltraggio che ha cancellato il giorno, ormai riconosciuto, dell’orgoglio e della tradizione italiana in America. "Il Columbus Day – ha sottolineato Gian De Caro, businessman locale – è una maniera importante per ricordare alla comunità l’apporto fornito dagli italo-americani". Se la councilwoman Kshama Sawant ha definito Colombo come "qualcuno che non merita una festa in proprio onore", Randy Aliment, presidente della Italian American Chamber of Commerce for the Pacific Northwest ha risposto che "Cristoforo Colombo è stato il primo e più coraggioso imprenditore di questo Paese".

La decisione presa da Seattle ha provocato anche la reazione dell’ambasciatore d’Italia a Washington DC, Claudio Bisogniero che ha scritto una lettera al sindaco Ed Murry: "La questione cruciale in gioco – si legge – è che, nel tentativo di valorizzare, e giustamente, la dignità dei popoli indigeni, la città è pronta a togliere alla comunità italiana una celebrazione che è diventata, nel tempo, una espressione sincera della sua dignità e del suo orgoglio". Ecco allora che l’Italian-American Foundation of Seattle è scesa in campo in tutte le maniere, anche attraverso inserzioni pubblicitarie, come quella apparsa sul giornale più popolare, il Seattle Times: una pagina intera per ricordare il significato di un giorno che la città di Seattle ha cancellato.