CITTADINANZA | Ius soli, Gazzola (MAIE): “Tiro al Merlo, il nuovo sport del Pd”

“Ma a noi italiani all’estero non interessa lo sviluppo della nuova disciplina sportiva promossa dal PD, ci interessa sapere se gli eletti PD all’estero voteranno contro l’aumento delle tasse o se ancora una volta si comporteranno come soldatini di partito”

Mariano Gazzola

Un nuova disciplina – con pretese olimpioniche – sta facendo furore tra eletti e dirigenti PD all’estero: il tiro al Merlo. Ovvero la critica continua, sistematica, priva di ogni fondamento e carica di tanta invidia nei confronti del Sen. Ricardo Merlo, Sottosegretario agli Esteri in questa legislatura, e del suo movimento, il MAIE – Movimento Associativo Italiani all’Estero.

Non importa che dal MEF, il cui capo oggi è un importante dirigente Pd, sia partita la scellerata proposta di raddoppiare la tassa di cittadinanza, portandola da 300 a 600 euro, ovvero a un livello proibitivo per tanti italiani di sangue che attendono il riconoscimento della cittadinanza italiana.

Un riconoscimento che non avviene perché, guarda caso, i precedenti governi a guida Pd hanno continuato e perfezionato l’opera di smantellamento dei Consolati che da circa dieci anni tutti i governi hanno portato avanti.

Tutti i governi. Almeno fino a quando il tanto bersagliato senatore Merlo è diventato Sottosegretario. Da quel momento Ambasciate e Consolati chiusi in precedenza hanno riaperto le proprie porte ai connazionali e, dopo oltre dieci anni, sono state ottenute centinaia di nuove assunzioni al ministero degli Esteri, per andare a migliorare la rete consolare nel mondo e dunque i servizi consolari ai nostri connazionali. Ma forse è proprio per questo che il Merlo deve essere preso di mira…

I parlamentari PD eletti all’estero invece di chiarire qual è la loro posizione sull’incremento delle tasse dei servizi consolari, preferiscono – vedasi l’on. Schirò – rilasciare comunicati stampa dichiarandosi favorevoli a tutto, allo ius soli per i nati in Italia e allo ius sanguinis per i nati all’estero, con l’argomento che essendo il senatore Merlo anche cittadino argentino dovrebbe proporre, come lei sta facendo, un black friday permanente che trasformi il nostro Paese nello shopping universale della cittadinanza.

Un argomento talmente irrisorio, che è dovuto intervenire l’ex deputato Fabio Porta, coordinatore del Partito Democratico in Sudamerica, per tentare di spiegare un po’ più decorosamente il “tiro al Merlo”. Così si è avventurato in una lectio magistralis sulla tolleranza, qualificando come “inappropriate” le parole di Merlo, il quale ha soltanto espresso una opinione che non è quella di Porta.

Poi, ricorrendo alla tattica goebbeliana di comunicazione, si è permesso persino di dire che il sottosegretario Merlo non aveva detto una sola parola critica sulle modifiche all’istituto di cittadinanza proposte dal “suo ex alleato di governo Salvini”. Ma Porta si dimentica innanzitutto che Merlo oggi è alleato di governo del suo partito; più importante ancora, si dimentica di ricordare che se il limite generazionale alla trasmissione di cittadinanza per i discendenti nati all’estero è stato tolto dalla bozza del decreto sicurezza dall’allora Ministro Salvini, fu grazie ed esclusivamente all’intervento critico del sottosegretario Merlo. Intervento critico che non ci fu da parte del PD, perché il limite era precedentemente stato proposto in una bozza di finanziaria dall’allora senatore Micheloni (PD) e riproposto in un’assemblea plenaria del CGIE dall’onorevole La Marca, anche lei PD.

Concludendo, a noi italiani all’estero non interessa lo sviluppo della nuova disciplina sportiva promossa dal PD, ci interessa sapere se gli eletti PD all’estero voteranno contro l’aumento delle tasse o se ancora una volta, nel momento del voto in Parlamento, risponderanno “obbedisco” all’ordine del Segretario Zingaretti di massacrare gli italiani all’estero.

*Vicesegretario CGIE e Coordinatore MAIE per l’America Latina