Caro Renzi, il 2016 non sarà l’anno della ripresa – di Giorgio Brignola

Questo scampolo di 2015 potrebbe ancora riservaci delle sorprese. Che siano positive o negative dipenderà dal quadro politico che si andrà a tracciare nei prossimi mesi. Non neghiamo, oltre il ragionevole dubbio, che per Renzi saranno settimane fitte d’intenti e di sgambetti. Quindi, pur con l’attuale stabilità di governo, neppure tanto scosso dagli eventi nazionali e locali che non sono mancati, la situazione italiana resta assai precaria e l’economia stenta a recuperare le posizioni perdute. Del resto il 2016 non sarà l’anno della ripresa. Semmai, potrà essere quello della transizione per prepararci bene alle future consultazioni politiche nazionali.

Il Prodotto Interno Lordo (PIL) risulta, lievemente, in positivo. Segno che la fase acuta della nostra crisi economica sembra regredire. Ora Governo e Opposizione hanno da affrontare, pur se con differenti strategie, il “gap” che è ancora sotto gli occhi di tutti. Questa non è solo una nostra sensazione. I tempi che si presenteranno potrebbero essere fatali per coloro che hanno dato la loro fiducia all’Esecutivo senza concreta convinzione.

I dubbi, certamente, ci sono e le incoerenze di certi politici rampanti non aiutano a sbrogliare la “matassa”. I problemi si dovrebbero affrontare; non rimandare. Invece, come per il passato, si preferisce raggirare l’ostacolo. Magari variando il problema. Meglio sarebbe prendere in considerazione l’UE nel suo complesso. Ci sono, nel Vecchio Continente, delle realtà tanto diverse dalla nostra. Ma con un problema comune: la “necessità”. Insomma, per evitare guai peggiori, l’Italia non può far conto sui soliti politici. Sono gli statisti che continuano a mancare e i conti dell’economia seguitano a non quadrare.