Canone Rai, lo paga solo chi ha radio o TV e non altri device

“Fino ad ora hanno parlato della necessità di trasparenza, ma la norma che impone di pubblicare i dati viene solo con questo governo. Conosceremo i nomi appena la stabilità entra in vigore. Conosceremo la retribuzione di dirigenti di ogni livello della Rai e di chiunque in Rai guadagna più di 200 mila euro”. Queste le parole del sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli a 24 Mattino su Radio 24. 

"Rimane l’impianto della normativa in vigore. E’ il possesso di un televisore il requisito per il pagamento del canone, non degli altri device. Nella norma abbiamo solo aggiunto una presunzione del possesso del televisore che è il contratto di fornitura elettrica per l’abitazione in cui si è residenti. Questo è il presupposto, in futuro vedremo per prendere in esame l’evoluzione tecnologica”. “Secondo i dati Istat il 97% degli italiani possiede un televisore. Eppure questo non emerge dai dati sul pagamento del canone”.

Alla domanda del conduttore di Radio 24 Alessandro Milan se anche chi ha una radio debba pagare il canone, Giacomelli risponde: “Secondo me non è importante quello che uno ascolta e come fruisce. Il requisito rimane lo stesso, il possesso di un apparecchio atto a ricevere. Sono esclusi, al momento, computer, tablet e smartphone”.
 
Sul fatto che il canone Rai nella bolletta elettrica sarebbe sottoposto all’accisa del 14% e da 100 euro passerebbe a 114, Antonello Giacomelli risponde: “la bolletta è la modalità di pagamento e la cifra rimane 100 euro. Non è assoggettata a niente”.
 
Sull’evasione del canone Rai negli anni precedenti: “Non succede niente, non c’è un condono. E’ la fotografia della situazione attuale. Abbiamo un’evasione del 30% che è tollerata e in un paese per bene non deve accadere. Si può discutere se sia legittimo, opportuno o giusto che ci sia un canone per il servizio pubblico. Però che si tolleri un’evasione del 30% trovo non sia giusto per quel 70% che paga”.

La sanzione per il mancato pagamento del canone "c’è già ed è da due a sei volte" la somma dovuta. “C’era un’idea del Mef di togliere questa forbice e stabilire che la sanzione era di 5 volte la somma dovuta. Non c’è una soluzione già stabilita, sarà il Parlamento a decidere con la legge di Stabilità". Dichiarare falsamente che non si possiede un televisore per non pagare il canone Rai "sarà reato, ma non perché modifichiamo qualcosa. Il decreto del 2000 già dice che la certificazione di un dato falso è reato. Nella legge di stabilità esplicitiamo che vale quella regola".