Bunker a Roma, una mappa di quelli più noti

Molti cittadini si chiedono se ai giorni attuali potrebbero essere validi. Attualmente sicuramente andrebbero rivisti e presumibilmente restaurati per poter essere funzionali alla potenzialità delle armature odierne

Bunker a Roma. L’invasione russa in Ucraina ha riportato l’attenzione sui luoghi della capitale adibiti a bunker. Furono realizzati fra il 1939 e il 1943, ideati per sopportare la potenza delle armi dell’epoca. Molti cittadini si chiedono se ai giorni attuali potrebbero essere validi. Attualmente sicuramente andrebbero rivisti e presumibilmente restaurati per poter essere funzionali alla potenzialità delle armature odierne.

Una mappa di quelli più noti. Il bunker situato nel sottosuolo di Villa Torlonia. La villa fu residenza di Mussolini con la sua famiglia dal 1929 al 1943, ospite dei Torlonia. Sotto il salone da ballo Mussolini, allo scoppio della seconda guerra mondiale, si fece costruire un rifugio antiaereo e antigas, ricavato a ridosso di una delle catacombe ebraiche. Della loro esistenza si è avuta notizia solo alla fine del conflitto e sono ancora visibili sulla collinetta prospiciente una piramide in miniatura. Una lastra di ferro copre una scala a chiocciola con tanto di cancelletto. La villa dopo trenta anni di abbandono è stata acquistata dal Comune di Roma nel 1977, restaurata e aperta a parco pubblico.

Il bunker Savoia. Situato a villa Ada, un tempo residenza della famiglia reale dei Savoia, con ingresso da via Panama, 55. E’ un rifugio antiaereo, realizzato durante la Seconda guerra mondiale come luogo di ricovero per i componenti della casa reale nell’eventualità di bombardamenti. Si trova a circa 350 metri in linea d’aria dalla Palazzina Reale ed è scavato all’interno della collina tufacea detta delle Cavalle Madri, in una zona ricca di vegetazione. Fu realizzato con un ingresso carrabile, che permetteva di entrarvi a bordo di un’autovettura.

Il bunker della stazione di Roma Termini. Fu costruito negli anni ’30 ed è situato a circa 10 metri di profondità, sotto la “Torre di controllo”. Per accedervi bisogna entrare nella stazione delle linee Laziali, in via Giolitti. Si tratta di una cabina di comando che duplica tutti i controlli della sala superiore, fatto costruire da Mussolini nel 1936, come rifugio per i ferrovieri in caso di bombardamenti. In un’altra stanza c’era un impianto di aerazione che ripuliva l’area in caso di attacchi chimici. Il bunker di piazza Venezia. Palazzo Venezia era sede del governo Mussolini e aveva un suo bunker. A pianta quadrata si estendeva per circa 72 metri. Vi si accede tramite una scala di mattoni. Il bunker dell’Eur fu costruito fra il 1937 e il 1939 per volere di Mussolini ed ha ingresso da piazzale Adenauer. Lo scopo era quello di proteggere alcuni funzionari governativi. Si trova ad oltre 30 metri di profondità e si estende per oltre 400 metri quadrati.

Il bunker di Palazzo Valentini. Fu costruito in cemento armato, con due gallerie che comunicavano e un cunicolo predisposto per l’uscita che era stato scavato fino al Foro Traiano. E’ stato abbandonato per numerosi anni ed oggi fa parte di un percorso archeologico.