Boldrini, anche gli italiani all’estero hanno fatto grandi gli Usa

La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha ricevuto oggi pomeriggio la leader del Partito democratico alla Camera dei rappresentanti del Congresso degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, accompagnata da una delegazione del Congresso. Lo rende noto Montecitorio.  

In una nota si legge: "Il colloquio, estremamente cordiale, ha visto una grande sintonia tra la presidente Boldrini e la leader Pelosi, al terzo incontro dopo quelli a Roma nel 2013 ed a Washington l’anno scorso. Al centro degli scambi con Pelosi e gli altri parlamentari, le grandi sfide cui devono far fronte Paesi amici ed alleati come gli Stati Uniti e l’Italia, dai flussi migratori al terrorismo, alla sicurezza alimentare, all’energia ed ai conflitti in Nord Africa ed in Medio Oriente".

Di particolare rilevanza la questione dell’integrazione europea e della necessità di perseguire il progetto di un’Europa forte ed unita, che possa superare la crisi economica che ancora perdura in molti Paesi dell’Ue. "Gli Stati Uniti – ha ricordato la presidente Boldrini – hanno saputo ridare slancio all’economia e ridurre la disoccupazione con le politiche espansive perseguite dal 2009 in poi. In Europa, invece, si è scelto di privilegiare il rigore di bilancio in una prospettiva di breve termine. Più in generale, nella gestione della crisi hanno prevalso gli interessi nazionali, che andrebbero superati in favore di un rafforzamento del progetto europeo, capace di esprimere anche un’unica politica estera e di difesa". Pelosi si è detta "d’accordo". "L’Europa è per gli Stati Uniti un alleato cruciale, la cui forza va ben oltre la somma di quelle dei ventotto Paesi membri?", ha dichiarato.

Sul piano bilaterale, tutti i partecipanti all’incontro hanno sottolineato le potenzialità dell’Italia, che deve poter tornare ad offrire ai propri giovani la prospettiva di un futuro. "L’emigrazione italiana ha contribuito alla crescita degli Stati Uniti", ha concluso la presidente Boldrini, "ma oggi la fuga dei nostri concittadini altamente qualificati rischia di tradursi in brain drain, in una perdita per il nostro Paese che può essere arginata solo attraverso un maggior investimento in ricerca ed innovazione".