Berlusconi: “Centrodestra unito vince, ma sia europeista e riformatore”

“No a modello Le Pen”, no a un centrodestra a trazione leghista, sottolinea l’uomo di Arcore. “Legge elettorale? Disposto a votarla con il Pd”

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi, in una lunga intervista rilasciata al Foglio, ribadisce che solo un centrodestra unito può riuscire a vincere le prossime elezioni politiche. Dovrà essere, però, sottolinea il Cavaliere, un centrodestra moderato e non appiattito su posizioni sovranista, stile Le Pen o Salvini, perché altrimenti sarebbe destinato alla sconfitta.

Il leader di Forza Italia spiega: “Noi lavoriamo per la vittoria del centrodestra unito. Perché questo sia possibile occorre che il centrodestra abbia un carattere fondamentalmente liberale, cristiano, riformatore, convinto che l’Europa debba cambiare ma europeista nella sua ispirazione di fondo”.

No dunque a rotture traumatiche con l’Europa o con la moneta unica. Il centrodestra italiano deve lavorare per cambiare l’Europa, per migliorare, non per abbandonarla tanto meno per distruggerla. La Lega di Matteo Salvini è importante, ma non può caratterizzare la politica del centrodestra italiano, “altrimenti finiremmo come il Fronte nazionale in Francia: il pieno di voti in alcune aree del Paese, ma nessuna possibilità di vittoria”.

LEGGE ELETTORALE

A proposito di legge elettorale, l’uomo di Arcore spiega che Forza Italia fin da subito ha indicato “tre criteri fondamentali. Il primo e più importante è questo: la legge elettorale deve garantire una effettiva corrispondenza fra voto dei cittadini e composizione del parlamento”; “il secondo tema, non meno importante, riguarda il rapporto fra elettore ed eletto. Va assolutamente garantito, ma con sistemi credibili e che funzionino davvero” e “il terzo aspetto, richiamato più volte dal Capo dello Stato, è un sistema elettorale omogeneo fra Camera e Senato”. “A queste condizioni, noi siamo disposti a votare subito una legge elettorale, con il Pd o con chiunque ci stia, visto che la legge elettorale è un tema che prescinde dagli schieramenti e dalle alleanze politiche”.

berlusconi inpi

“NEL GOVERNO PERSONALITA’ DI VALORE”

Parlando del governo Gentiloni, Berlusconi commenta: “Calenda e Minniti? Ho stima di entrambi, come ho stima del Presidente Gentiloni, ma l’operato del governo va visto nella sua collegialita’. E’ un governo fotocopia del precedente, espressione del PD e della sinistra, che rispetto al governo Renzi ha cambiato toni, e questo e’ un bene, ma non ha cambiato la sostanza del suo operare. Quindi il mio giudizio non puo’ essere positivo, tanto e’ vero che siamo coerentemente all’opposizione. Non ho tuttavia difficolta’ a riconoscere che questo governo contiene alcune individualità di valore”.

LA PROPOSTA DEL FOGLIO

Il Foglio, dice Cerasa, ha proposto di non toccare questa legge elettorale, se non per omogeneizzare le soglie di sbarramento tra camera e senato, e approfittare del sistema proporzionale per trasformare la prossima legislatura in una legislatura costituente e regalare cosi’ al paese lo stesso modello osservato oggi in Francia: il semipresidenzialismo con elezione diretta del Capo dello stato. Lei sarebbe favorevole?, chiede il direttore Claudio Cerasa al presidente Berlusconi. Che risponde così: “La legge elettorale e’ l’argomento che meno appassiona i cittadini, e d’altronde con la legge elettorale nessuno mangia. Tuttavia siamo costretti ad occuparcene, perche’ e’ la legge elettorale che fa funzionare la democrazia, e di conseguenza determina come vengono prese le decisioni nel nostro paese. La proposta del Foglio e’ interessante ma andrebbe approfondita. Sono d’accordo sull’opportunita’ che la prossima legislatura, eletta con un sistema proporzionale, possa essere finalmente la legislatura costituente. Ma la legge elettorale in vigore, anche se estesa al Senato, non e’ sufficiente a questo scopo. Non mi dispiace affatto invece l’idea del semipresidenzialismo, con l’elezione diretta del Capo dello Stato, anche se sono molto perplesso sul doppio turno. Proprio le elezioni francesi dimostrano che e’ diventato presidente chi al primo turno aveva ottenuto meno del 25% dei voti (lo stesso sarebbe accaduto se avesse vinto la sua avversaria, ovviamente). Il voto al secondo turno e’ stato soprattutto un voto contro il competitore. Credo – conclude Silvio Berlusconi – che il 25% di sostegno vero non basti a governare un grande paese”.