Le automobili continuano a crescere di dimensioni e le conseguenze potrebbero essere pesanti per le città europee. Meno parcheggi, maggiore consumo di spazio pubblico e un aumento dei rischi per la sicurezza stradale. È questo il quadro delineato da un nuovo studio realizzato da T&E (Transport & Environment) e Clean Cities Campaign, che analizza l’impatto dell’espansione costante delle dimensioni delle auto immatricolate negli ultimi anni.
Secondo il rapporto, se l’attuale tendenza non verrà invertita, entro il 2040 città come Roma e Milano potrebbero perdere quasi un posto auto su dieci lungo le strade urbane. Un fenomeno destinato a interessare gran parte delle metropoli europee, con effetti significativi sulla mobilità e sulla qualità della vita.
Lo studio evidenzia come le nuove automobili continuino a diventare più grandi anno dopo anno. Dal 2000 a oggi, la lunghezza media delle vetture di nuova immatricolazione è aumentata di circa 1,2 centimetri ogni anno, mentre altezza e larghezza continuano anch’esse a crescere costantemente.
Una trasformazione trainata soprattutto dal successo commerciale dei SUV e dei crossover, modelli sempre più diffusi sul mercato europeo.
Secondo gli autori della ricerca, i costruttori automobilistici hanno progressivamente privilegiato veicoli più grandi e redditizi, riducendo l’offerta di automobili compatte nonostante il calo delle dimensioni medie delle famiglie e il minor numero di persone che mediamente viaggiano a bordo delle auto.
Le conseguenze saranno particolarmente evidenti nelle aree urbane.
A Roma la perdita di parcheggi su strada potrebbe oscillare tra 58.000 e 95.000 posti entro il 2040. Milano potrebbe invece registrare una riduzione compresa tra 17.000 e 28.000 stalli.
Situazioni analoghe si prospettano in altre grandi città europee. Londra rischia di perdere fino a 118.000 posti auto, Berlino oltre 117.000, mentre Madrid, Varsavia e Parigi dovranno fare i conti con una riduzione significativa della capacità di parcheggio disponibile.
Il problema nasce da una semplice questione geometrica: automobili più lunghe e più larghe occupano più spazio e riducono il numero di veicoli che possono essere parcheggiati lungo le strade esistenti.
Per compensare questa perdita, le amministrazioni potrebbero essere costrette ad ampliare le aree di sosta, sottraendo ulteriore spazio pubblico a marciapiedi, piste ciclabili, aree verdi e luoghi di aggregazione urbana.
Ma non è soltanto una questione di parcheggi.
Secondo lo studio, la crescita delle dimensioni dei veicoli potrebbe avere effetti rilevanti anche sulla sicurezza stradale. In assenza di interventi correttivi, entro il 2040 si potrebbero registrare circa 400 vittime in più ogni anno sulle strade europee rispetto a uno scenario in cui le dimensioni delle auto venissero progressivamente contenute.
Nel periodo compreso tra il 2026 e il 2040, gli esperti stimano fino a 2.500 morti aggiuntive tra gli adulti e quasi 80 tra i bambini.
A preoccupare in particolare è l’aumento dell’altezza della parte anteriore dei veicoli. Frontali sempre più alti riducono la visibilità dei pedoni e aumentano la gravità degli impatti in caso di incidente.
I bambini risultano particolarmente vulnerabili. Secondo le proiezioni, senza un’inversione di tendenza il numero di minori coinvolti in incidenti stradali come pedoni potrebbe aumentare fino al 40% entro il 2040 rispetto a uno scenario caratterizzato da veicoli più compatti.
“Dopo venticinque anni di crescita costante delle dimensioni delle auto, le nostre città stanno diventando sempre più dominate da SUV di grandi dimensioni”, afferma Andrea Boraschi, direttore di T&E Italia. “Questi veicoli rappresentano un rischio per gli utenti della strada e una crescente pressione per gli spazi urbani”.
Sulla stessa linea Claudio Magliulo, responsabile della campagna italiana di Clean Cities, secondo cui la tendenza attuale è il risultato di precise scelte di mercato e non di una necessità inevitabile.
“Auto più grandi significano maggiore pericolo per pedoni e bambini. È necessario intervenire con regole che mettano al primo posto la sicurezza delle persone e l’interesse pubblico”, sostiene.
Per questo motivo T&E e Clean Cities Campaign chiedono alle istituzioni europee e nazionali una serie di interventi normativi.
Tra le proposte figurano limiti alle dimensioni delle nuove automobili, con un’altezza massima del frontale di 85 centimetri e una larghezza massima di 192 centimetri, oltre a una revisione della fiscalità per scoraggiare l’acquisto di veicoli particolarmente ingombranti.
Le organizzazioni propongono inoltre criteri di sicurezza più severi per i test Euro NCAP, l’introduzione di tariffe di parcheggio differenziate in base alle dimensioni dei veicoli e incentivi specifici per le auto elettriche compatte.
Il dibattito è destinato ad assumere un ruolo centrale nei prossimi anni, soprattutto nelle grandi città europee chiamate a conciliare mobilità, sostenibilità ambientale e qualità dello spazio pubblico.
La sfida, secondo gli autori dello studio, sarà evitare che la crescita delle dimensioni delle automobili finisca per ridisegnare le città a misura di veicolo anziché a misura di persona.




























