Prosegue il monitoraggio della Farnesina sul caso di Flavio Santoiemma, il quindicenne italiano detenuto a Malta dallo scorso 25 maggio. Nella giornata di ieri l’ambasciatrice d’Italia a La Valletta, Valentina Setta, ha effettuato una nuova visita consolare al giovane, arrestato dalle autorità maltesi dopo un presunto procurato allarme all’interno del proprio istituto scolastico.
La visita conferma l’attenzione delle autorità diplomatiche italiane nei confronti di una vicenda che continua a suscitare interrogativi e preoccupazione, sia per le condizioni di detenzione del ragazzo sia per il rispetto dei suoi diritti in quanto minore.
La Farnesina: “Sta bene, non è in isolamento”
Secondo quanto riferito dal Ministero degli Affari Esteri, e riportato da Avvenire, il quindicenne si trova in buone condizioni di salute.
La Farnesina precisa inoltre che il giovane è detenuto separatamente dagli altri reclusi, ma non si trova in regime di isolamento.
Si tratta della seconda visita consolare effettuata dalle autorità italiane: un funzionario dell’Ambasciata aveva infatti già incontrato il ragazzo il 26 giugno scorso.
Le accuse delle autorità maltesi
Nel frattempo il ministro dell’Interno di Malta, Glenn Bedingfield, ha fornito ulteriori dettagli sull’inchiesta, affermando che il giovane è accusato di “una vasta gamma di reati gravi“, tra cui la produzione di materiale pedopornografico e l’associazione a delinquere.
Le indagini proseguono secondo la legislazione maltese e il procedimento è ancora nelle fasi preliminari.
Le denunce della famiglia
Resta però aperto il fronte delle contestazioni avanzate dai genitori del ragazzo, Antonio Santoiemma e Daniela Lorusso, che da settimane denunciano presunte violazioni dei diritti del figlio durante la detenzione.
Secondo quanto riportato da Il Giornale, non sarebbero ancora arrivati chiarimenti sulle modalità della custodia cautelare nei primi giorni successivi all’arresto.
La famiglia continua infatti a chiedere spiegazioni sulla permanenza iniziale del quindicenne per quattro giorni in un carcere destinato ai detenuti adulti, oltre che sulle condizioni denunciate durante la detenzione, tra cui l’impossibilità di consumare i pasti seduto e con le posate e la totale separazione dagli altri giovani detenuti.
Un caso seguito dalla diplomazia italiana
Il caso di Flavio Santoiemma continua a essere seguito con attenzione dalla rete diplomatica italiana e dalla Farnesina, che mantiene contatti costanti con le autorità maltesi.
La vicenda resta al centro dell’attenzione anche della comunità italiana all’estero e delle associazioni impegnate nella tutela dei diritti dei minori, in attesa che venga fatta piena luce sulle accuse contestate al giovane e sulle condizioni della sua detenzione.






























