LE DIMISSIONI | Renzi, un caso psicologico

Si è dimesso ma non si è dimesso. Matteo Renzi continua a sorprendere. Sarà studiato come un caso psicologico, non certo politico.

“In certuni l’arroganza tiene il posto della grandezza”. (Jean de La Bruyère,scrittore francese)

“Minore è la capacità, più grande è la presunzione”. (Ahad ha’am, scrittore russo)

“La presunzione può gonfiare un uomo, ma non lo farà mai volare”. (John Ruskin, critico d’arte britannico)

“Il prepotente meno sopportabile è quello che pretende anche l’applauso”. (Dino Basili)

RENZI, UN CASO PSICOLOGICO

Ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma Matteo Renzi finirà col distruggersi con le sue stesse mani. I suoi comportamenti sono sempre più incredibili, mi vado convincendo che il Bullo fiorentino sarà studiato come un caso psicologico, non certo politico.

SI È DIMESSO, MA NON SI È DIMESSO

L’ultima prodezza è inedita, senza precedenti: si é dimesso, ma non si é dimesso. Dimissioni definite da Stefano Folli, un sommo analista politico, “a scoppio ritardato”: toglierà le tende, ha promesso, solo quando sarà formato il nuovo governo. Ammesso e non concesso – come si diceva una volta – che poi mantenga queste stravaganti dimissioni.

SE SI SMENTISSE, NON MI STUPIREI

Se si smentisse, credo che nessuno si stupirebbe, certo non io: quante volte ci ha raccontato madornali e memorabili bugie? Se avesse fatto un passo indietro nel 2016, dopo la batosta della bocciatura nel referendum, forse sarebbe rimasto a galla.

FORSE , FORSE, FORSE…

Forse. Insistendo invece ad andare avanti con la solita arrogante prepotenza, dopo due anni ha fatto il bis, sbattendo contro un altro micidiale kappaò. Non si riprenderà più. Il guaio, per chi ha cuore e cervello a sinistra, è che lui non sta distruggendo solo se stesso, ha distrutto la sinistra. I commenti sul web e sui giornali sono feroci.

HA DA VENÌ BAFFONE? NO, É ARRIVATO RENZI…

Mi ha colpito l’amarezza di un vecchio “compagno” di purissima e intangibile fede, uno degli ingenui e utopisti staliniani (“Ha da venì Baffone”, per intenderci): “Forse la vera missione di Renzi era quella di demolire il partito comunista”. Forse? Non credo.

Mi sembra solo la triste fine di un giovanotto cocciuto, politicamente sordo e cieco, privo sempre di umiltà e autocritica, spinto da pericolosi sentimenti di onnipotenza. Per fortuna, ce ne siamo liberati.

PS Un mio caro amico, fine e dotto opinionista, Riccardo Ruggeri, scrive che Renzi – sconfitto duramente – é giovane, ha energia: ha diritto a giocarsi la sua partita, forse non è finito, potrebbe recuperare. Che dire? Non è da escludere. Forse. Senza arroganze e senza più credere di poter essere onnipotente. Certo dovrà ripartire da zero. E anche quel che resta della sinistra.