Italiani nel mondo, Pessina (Fi): “Forza Italia all’estero triplica i propri eletti e rilancia il centrodestra”

Il responsabile del dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia: “Grazie a tutti coloro che ci hanno accompagnato e sostenuto durante questo percorso faticoso e al tempo stesso entusiasmante. Auguri agli eletti”

Sen. Vittorio Pessina, responsabile nazionale del dipartimento Italiani all'estero di Forza Italia

“Le elezioni sono ormai alle spalle, è stata una campagna intensa e faticosa, durante la quale tutta la rete di Forza Italia oltre confine si è impegnata al massimo per arrivare al risultato. Ciò ha permesso alla coalizione trainata dal partito guidato dal presidente Silvio Berlusconi di quintuplicare il risultato ottenuto alle Politiche del 2013. Infatti, cinque anni fa il centrodestra elesse un solo deputato, oggi ne elegge ben cinque”. Lo dichiara in una nota il Sen. Vittorio Pessina, responsabile nazionale del dipartimento Italiani all’estero di Forza Italia.

“Grazie a tutti coloro che ci hanno accompagnato e sostenuto durante questo percorso faticoso e al tempo stesso entusiasmante. Auguri agli eletti, all’On. Fucsia Nissoli, alla Senatrice Francesca Alderisi, al Senatore Raffaele Fantetti, all’On. Simone Billi ed al Senatore Roberto di San Martino. Forza Italia oggi – sottolinea Pessina – è più forte all’estero, anche grazie al cammino di preparazione in vista delle elezioni svolto dal Coordinamento degli Italiani all’estero del partito che ho l’onore di guidare”.

“Saremo in campo, durante questa legislatura, per lavorare da subito a soddisfare le richieste che interessano i nostri italiani residenti all’estero, a cominciare dalla questione legata alla cittadinanza fino arrivare all’Imu sulla prima casa degli italiani nel mondo, tassa iniqua che va abolita. Contiamo sull’appoggio, in Italia, di un centrodestra forte e compatto, che sono certo non farà mancare la propria attenzione al mondo dell’emigrazione. La campagna elettorale è finita – conclude il senatore -, mi auguro che vincitori e vinti siano disposti a sedere allo stesso tavolo, quando sarà opportuno farlo, nell’unico interesse degli italiani nel mondo”.

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