Italiani all’estero, l’enorme valore del #7A organizzato dal MAIE [FOTO e VIDEO]

Il #7A, organizzato dal Movimento Associativo Italiani all’Estero, è stato un evento importantissimo, una manifestazione con presenza fisica. Ormai se ne vedono poche! I critici? Lasciateli parlare e postare su Facebook, sono solo parole vuote, fanno solo fumo. Con il #7A i funzionari della Farnesina sono stati sfidati, ora devono uscire dalla loro tana. Giustificarsi. Promettere. Adottare delle misure immediate

L'On. Ricardo Merlo, fondatore e presidente MAIE, al megafono durante il #7A a Buenos Aires, manifestazione per chiedere servizi consolari dignitosi per gli italiani nel mondo

Una manifestazione con presenza fisica degli elettori è un evento politico. Vale qualcosa? E mi riferisco in particolare al #7A che si è tenuto davanti a diverse sedi consolari delle Americhe, anche da noi qui a Santo Domingo. Notiamo che sono stati in tanti coloro che, attaccati alle loro poltrone, hanno invitato gli italiani all’estero a non partecipare al #7A. La loro valutazione partiva dal presupposto che questo raduno organizzato di protesta favorisse soltanto il partito politico che lo stava organizzando e cioè il MAIE.

Sicuramente il loro punto di vista è errato e l’errore è mosso da mala fede. Innanzitutto si tratta di due cose non confrontabili. Un evento con presenza fisica degli elettori, una manifestazione reale di protesta è paragonabile solo a un altro evento della stessa natura. Non puoi mettere insieme cose eterogenee.

Non ci poteva essere alcun nesso tra il #7A e le elezioni del 2018. Il MAIE che ha organizzato l’evento non ha ipotecato con ciò il voto degli elettori presenti fisicamente allo stesso. Questo è abbastanza evidente. L’effetto della manifestazione è un risultato tangibile e reale. La protesta non può non aver raggiunto la sede alla quale era destinata. I funzionari che prendono le decisioni all’interno della Farnesina non si possono più nascondersi dietro a un dito. Sono stati sfidati. Devono uscire dalla loro tana. Giustificarsi. Promettere. Adottare delle misure immediate.

Coloro che osteggiavano l’evento sono quelli che fanno una politica a tavolino, attraverso le reti sociali. Soltanto parole vuote! Non si recano sul posto. Non visitano i connazionali e non hanno una parola di conforto nei loro confronti. Non risolvono nessuno dei loro problemi. Si limitano a operare soltanto sulla tastiera e quindi vendono fumo! Non c’è, infatti, nessun collegamento tra ciò che dicono e la realtà. Si tratta di parole che vorrebbero diventare cose concrete, ma senza la lampada di Aladino ciò non è possibile…

Quindi ho sempre sostenuto di non discutere con queste persone, di non controbatterle perché chi bazzica sul territorio non può confrontarsi con chi è soltanto attaccato alla tastiera.

Il MAIE, dicono loro, ha fallito i propri obiettivi. Altra asserzione falsa e fuorviante! Il MAIE ha lavorato intorno al suo programma in tutti questi anni. Si è rafforzato, diffondendosi negli altri continenti e presentandosi come forza politica alternativa per gli italiani residenti all’estero. E in questo ha avuto grande successo. Il suo operato si è costellato di tanti piccoli, ma significativi successi ogni volta che i parlamentari eletti nel MAIE si sono presentati in qualche località remota del Sudamerica e del mondo per ascoltare i connazionali, spendendo soldi di tasca loro.

E con le loro limitate risorse, in momenti in cui non esistono più i rimborsi elettorali, i nostri parlamentari del MAIE hanno promosso un evento come il #7A che ha un valore concreto indiscusso, ma che non garantisce il voto a loro favore alle prossime elezioni politiche.

Il MAIE è quindi un partito politico mosso dal solo interesse, che coincide con quello degli italiani residenti all’estero, di continuare a essere italiani, pur risiedendo all’estero, di usufruire dei servizi consolari garantiti dalla costituzione e tutto questo in tempi accettabili.

Abbiamo visto all’evento il Cav. Paolo Dussich, presidente del CO.MI.TES., da sempre impegnato disinteressatamente a favore della nostra comunità; abbiamo visto il Cav. Angelo Viro, vice presidente della Casa de Italia, membro del CO.MI.TES, che si è contraddistinto per il suo appoggio alla comunità in tantissime occasioni e in modo commovente quando consegnò al diplomatico dott. Livio Spadavecchia la bandiera italiana da lui conservata in seguito alla chiusura della nostra ambasciata. Abbiamo visto il Cav. Aldo Burzatta, grande protagonista della nostra comunità, anche lui distintosi, e ne sono testimone, in azioni disinteressate a favore dei nostri connazionali. Volete più testimonial di così? Bastano e avanzano! L’importanza dell’evento ce la garantiscono loro. Al di là dell’esito elettorale, dell’espressione di voto dei singoli, queste persone hanno abbracciato l’iniziativa del MAIE perché l’hanno ritenuta valida per la nostra comunità.

Lasciate che chi spara bordate dalla sua tastiera senza alzarsi mai per farsi una camminata in giro e per andare a trovare gli italiani residenti all’estero dica quello che vuole! Tanto le cose campate in aria non possono essere raffrontate con i fatti concreti.

Nel mio piccolo sono fiero di appartenere al MAIE. Ho anch’io il mio territorio, il Distrito Nacional, e visito i connazionali che vi risiedono. Mi conoscono già da anni, tanto meglio! Sanno che se dico una cosa è perché ci credo. Come segretario dell’Associazione Friulana sono fiero anche dell’adesione della stessa all’evento #7A.

Personalmente però, tornando sul valore delle cose, devo dire che mi sono commosso per il dono ricevuto dal Cav. Aldo Burzatta: uno spillo con la bandiera italiana. Gli ho detto che non ricordavo di aver ricevuto un dono più prezioso. Colgo l’occasione per ringraziarlo ancora. Non dobbiamo temere di amare la nostra patria. Questa sì che ha un valore immenso. Siamo fieri di essere italiani, trasmettiamo ai nostri figli nati all’estero la nostra lingua e la nostra cultura. Lottiamo per la nostra patria. Con il #7A lo abbiamo fatto!