Il presidente del PD Stefano Bonaccini intervenendo ad Albenga ha sostenuto, in parole povere, che “gli ignoranti votano a destra”. Poi, accortosi di aver pestato la merdaccia, ha cercato di tirarsi indietro parlando di statistiche su elettori laureati ecc. ecc.
Bene, io ho due lauree e lui è solo diplomato quindi non so come mi classifichi, ma – se volessi rispondere in maniera triviale – gli farei una domanda diretta: “Da che parte votano i cretini”? Perché dichiarazioni di questo tipo me lo fanno pensare.
Ma è stupido scendere appunto al suo livello, risponda piuttosto il Bonaccini ad altre potenziali statistiche.
Per esempio, qual è la percentuale che vota a sinistra tra i dipendenti della “sua” Emilia Romagna perché – se fossero molto più numerosi delle percentuali elettorali emiliane – allora mi chiederei come da 50 anni in Emilia si gestiscono i concorsi pubblici.
Allo stesso modo vorrei sapere la percentuale dei magistrati che in Italia votano a sinistra, perché anche qui – se fossero più di una certa quota – ci dovremmo chiedere come siano calcolate le graduatorie e avanti con queste domande.
Caro Bonaccini, se fosse stato uno di destra ad uscire in pubblico con certe frasi sarebbe già venuto giù il teatro dell’ipocrisia in salsa di denunciato razzismo, ma – guarda un po’ – in questo caso ogni cosa è stata subito minimizzata.
Allora arriva la domanda fatale: come mai la gran parte della stampa e dell’informazione in Italia è controllata proprio dalla sinistra e a sinistra votano le “famiglie” che la controllano? Ecco, ce lo spieghi un po’ l’intelligente e colto presidente del PD.































