In settimana ci hanno lasciato tre personaggi che nel tempo hanno segnato la politica italiana: Emma Bonino, Raffaele Costa e l’amico carissimo Alfredo Mantica.
Ad Emma devo dire grazie per il suo coraggio, correttezza e per la linearità delle sue posizioni: credo che sarebbe stata un’ottima Presidente della Repubblica. La ricordo però anche per un fatto personale.
Nel 1990 ero – come lei – consigliere regionale del Piemonte e veniva messo in atto contro noi due unici consiglieri del MSI-DN una totale discriminazione, anche in spregio al regolamento.
Emma più volte e con forza (lei era consigliere radicale) intervenne apertamente in nostro favore, unica dell’allora “arco costituzionale”.
Raffaele Costa era invece un gentiluomo di altri tempi, liberale coerente e convinto, già segretario nazionale del Partito Liberale, ministro, deputato ed infine presidente della “sua” provincia di Cuneo. Ci legava un’amicizia sincera e profonda che è poi continuata con suo figlio Enrico, cui rinnovo un abbraccio.
E poi Alfredo Mantica, amico da una vita, con il quale abbiamo condiviso il “pane e il sale” della politica. Debbo al suo coraggio nell’aiutarmi in una lunga vicenda giudiziaria contro l’allora corrotto Procuratore di Verbania se fui introdotto nel giro della “politica che conta” e proprio di questi fatti ne parlo a lungo nel mio prossimo libro che uscirà tra poco.
Ci univa una amicizia profonda, la malinconia nel commentare tanti errori ed occasioni passate, l’amore per l’Africa (era stato sottosegretario agli Esteri con delega alla cooperazione internazionale). Da tempo soffriva, ma oltre che per il fisico soprattutto per non poter più dare alla politica quello che avrebbe voluto.
Alfredo Mantica, un amico speciale.




























