C’è un modo particolare di viaggiare nel mondo senza prendere un aereo: aprire una bottiglia.
È quello del Trentodoc, il metodo classico prodotto in Trentino che negli ultimi anni ha trasformato sempre più le proprie bollicine in un biglietto da visita internazionale per il territorio.
I numeri raccontano una realtà ormai consolidata: nel 2025 sono state vendute 12,2 milioni di bottiglie, per un fatturato di circa 180 milioni di euro.
Ma è soprattutto il riconoscimento ottenuto sui mercati internazionali a fotografare la forza della denominazione.
Trentodoc, il metodo classico più premiato al mondo
Per il secondo anno consecutivo il Trentodoc si è infatti confermato il metodo classico più premiato al mondo allo Champagne & Sparkling Wine World Championships, uno dei principali concorsi internazionali dedicati alle bollicine.
Le etichette associate alla denominazione hanno conquistato complessivamente 79 medaglie.
Un risultato che porta il Trentino sul palcoscenico internazionale del vino e rafforza la reputazione di un prodotto che ha fatto della propria identità territoriale uno degli elementi distintivi.
Dalle montagne ai mercati internazionali
Il Trentodoc non vive soltanto di consenso nazionale.
Il 15% delle vendite arriva dall’estero, con Europa e Nord America indicati come i principali mercati di destinazione.
È qui che la storia di queste bollicine assume un significato particolare: una denominazione profondamente legata alle montagne e alla cultura produttiva trentina riesce a trovare spazio molto lontano dal proprio territorio d’origine.
Una bottiglia diventa così anche uno strumento di promozione: porta con sé il nome del Trentino, racconta un modo di produrre e crea un collegamento tra il territorio e chi lo scopre dall’altra parte del mondo.
Il Trentodoc Festival apre le porte del Trentino
E proprio il rapporto tra vino e territorio è al centro della quinta edizione del Trentodoc Festival, che prende il via oggi e proseguirà fino a domenica 27 settembre.
La manifestazione è promossa dalla Provincia autonoma di Trento e organizzata da Trentino Marketing e Istituto Trentodoc, in collaborazione con il Corriere della Sera.
Il programma comprende 166 appuntamenti distribuiti sul territorio: degustazioni, incontri e occasioni per conoscere produttori e cantine e scoprire più da vicino il mondo del metodo classico trentino.
Non soltanto vino, dunque, ma anche un’occasione per raccontare il territorio attraverso ciò che produce.
Una bottiglia che racconta un territorio
Il successo del Trentodoc è interessante anche per un altro motivo.
In un mercato internazionale sempre più affollato, competere non significa soltanto vendere un prodotto. Significa riuscire a costruire un’identità riconoscibile.
Il Trentodoc lo fa attraverso il legame con il Trentino, una denominazione precisa e una presenza crescente sui mercati esteri.
12,2 milioni di bottiglie, 180 milioni di euro di fatturato, il 15% di export e 79 medaglie internazionali sono la fotografia attuale di questo percorso.
E mentre il Trentodoc Festival porta appassionati e curiosi dentro il territorio trentino, le sue bottiglie continuano a fare il viaggio inverso: dal Trentino verso il mondo.
Per gli italiani all’estero, anche questa è una forma di connessione con il Paese: attraverso un prodotto, un territorio, una tradizione che riesce a farsi conoscere e apprezzare ben oltre i confini nazionali.































