C’è un’Italia che gli argentini non devono necessariamente scoprire: spesso la portano già dentro di sé.
È anche da questa consapevolezza che nasce la partecipazione italiana alla FIT – Feria Internacional de Turismo de América Latina, in programma a Buenos Aires dal 26 al 29 settembre. Una delle principali vetrine del turismo latinoamericano diventa così un’occasione per rafforzare i rapporti tra Italia e Argentina, due Paesi legati da una storia migratoria che continua a influenzare anche i flussi turistici.
Argentina, un mercato strategico per il turismo italiano
I numeri raccontano un rapporto già molto significativo.
Secondo le più recenti analisi dell’Ufficio Studi Enit, elaborate su dati di Banca d’Italia, Enac e ForwardKeys, nel 2025 l’Italia ha registrato circa 5,9 milioni di pernottamenti riconducibili al mercato argentino, per una spesa complessiva di 536,4 milioni di euro, in crescita del 3,4%.
L’Argentina rappresenta inoltre il secondo Paese di origine dei visitatori provenienti dall’intero continente sudamericano.
Un mercato che pesa anche sul fronte dei collegamenti aerei: nel 2025 gli arrivi dall’Argentina sono stati circa 381 mila, pari al 21,4% del totale dei passeggeri provenienti dal Sud America.
Oltre 448 mila argentini hanno scelto l’Italia
A confermare la forza di questo legame sono anche i dati sui visitatori.
Nel 2025 oltre 448 mila argentini hanno soggiornato in Italia, con una crescita di quasi il 4% rispetto all’anno precedente.
A trainare la domanda è stato soprattutto il turismo culturale, affiancato da quello spirituale e balneare.
Ma dietro questi numeri c’è qualcosa che va oltre la semplice scelta di una destinazione.
Per una parte significativa dei viaggiatori argentini, infatti, un viaggio in Italia può significare tornare nei luoghi da cui partirono genitori, nonni e bisnonni. Visitare un paese, una città o una regione può trasformarsi nella ricerca di una storia familiare.
Mazzi: “Italia e Argentina unite da radici profonde”
È proprio sul valore di questo rapporto che insiste il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, alla vigilia della FIT di Buenos Aires.
“Argentina e Italia sono unite da radici profonde, da legami familiari e da una storia che vive attraverso milioni di italo-discendenti”, ha sottolineato.
Secondo Mazzi, l’Italia rappresenta per molti argentini non soltanto una destinazione turistica, ma anche “il luogo delle proprie radici, della storia familiare e di un’identità da riscoprire”.
Un elemento che può diventare un importante motore per il turismo delle radici, un settore sempre più legato alla riscoperta delle origini italiane da parte delle comunità di discendenza presenti nel mondo.
Turismo delle radici, una porta sull’Italia
La partecipazione alla FIT assume quindi un significato che va oltre la promozione delle tradizionali destinazioni turistiche italiane.
L’obiettivo è raccontare un Paese capace di attrarre per le sue città d’arte, il patrimonio culturale, le coste e i luoghi della spiritualità, ma anche per quella dimensione più personale che riguarda milioni di persone di origine italiana.
L’Argentina, in questo senso, rappresenta un interlocutore particolarmente importante.
La storia dell’emigrazione italiana ha lasciato infatti un’impronta profonda nella società argentina e oggi quella stessa memoria può trasformarsi in un ponte verso l’Italia contemporanea.
Un ponte tra passato e futuro
La FIT di Buenos Aires diventa così un appuntamento nel quale turismo, cultura e memoria familiare si incontrano.
L’Italia punta a rafforzare la propria presenza in un mercato che già genera milioni di pernottamenti e centinaia di milioni di euro di spesa, ma soprattutto a consolidare un rapporto umano e culturale costruito nel corso di generazioni.
Perché per molti argentini l’Italia può essere contemporaneamente una meta da visitare e un luogo da ritrovare.
Ed è forse proprio questa la sua forza più particolare sul mercato sudamericano: non essere soltanto una destinazione, ma una parte della storia familiare di milioni di persone.































