La guerra non ha cancellato la presenza del Made in Italy in Ucraina. Al contrario, mentre il conflitto continua, le imprese italiane mantengono le proprie attività nel Paese e guardano alle importanti opportunità legate alla futura ricostruzione.
Secondo i dati riportati da Italia Oggi sulla base delle informazioni di Infomercati esteri, sono circa 60 le imprese italiane attive in Ucraina. Per metà si tratta di aziende con una presenza diretta nel Paese, mentre le altre operano attraverso filiali o uffici di rappresentanza.
Una presenza che coinvolge alcuni dei settori più rappresentativi dell’economia italiana: alimentare, legno, calzature, tessile, ceramica, abbigliamento e finanza.
L’export italiano continua a crescere
Nonostante il conflitto, anche gli scambi commerciali mostrano una dinamica positiva. Nel 2025 le esportazioni italiane verso l’Ucraina hanno raggiunto i 2,14 miliardi di euro, con una crescita del 9,24% rispetto all’anno precedente.
Già nel 2024 l’incremento era stato particolarmente significativo, con un aumento del 21,9% e un valore dell’export arrivato a circa 2,13 miliardi di euro.
L’Italia si è così confermata il terzo fornitore dell’Ucraina tra i Paesi dell’Unione europea e il sesto a livello mondiale, secondo i dati richiamati dalla stampa economica.
Numeri che testimoniano come, anche in una situazione estremamente complessa, i rapporti economici tra Italia e Ucraina abbiano continuato a svilupparsi.
La ricostruzione apre nuove prospettive per le aziende italiane
Il tema centrale è ora quello della ricostruzione. L’Ucraina sta infatti preparando una serie di grandi progetti infrastrutturali destinati a ridisegnare il sistema dei trasporti e della mobilità del Paese.
Tra le iniziative indicate dall’Agenzia ICE di Kyiv figurano i progetti per la riqualificazione delle principali stazioni ferroviarie di Kyiv, Lviv e Odessa, inseriti in un portafoglio di interventi prioritari nel settore dei trasporti e delle infrastrutture.
Per le aziende interessate si prospettano anche forme di partenariato pubblico-privato e concessioni legate alla gestione degli scali rinnovati.
A Kyiv, il progetto Kyiv-Pasazhyrskyi prevede un investimento stimato in 126 milioni di dollari per la riqualificazione della principale stazione della capitale, che ogni anno registra circa 9,8 milioni di passeggeri. Il piano comprende la ristrutturazione degli edifici, nuovi spazi commerciali e direzionali e la realizzazione di un nodo multimodale capace di integrare collegamenti ferroviari, urbani e suburbani.
A Lviv, il progetto punta invece a trasformare la stazione in una vera e propria “Porta verso l’Ue”, attraverso un grande hub multimodale e commerciale. La prima fase dell’intervento avrebbe un valore stimato di 108 milioni di dollari, mentre il valore complessivo delle tre fasi previste arriverebbe a 272 milioni.
Anche Odessa è interessata da progetti di sviluppo che prevedono nuove strutture commerciali e ricettive, con un investimento stimato in circa 11,6 milioni di dollari.
Rebuild Ukraine, l’appuntamento di novembre
Un’altra occasione importante per le imprese sarà Rebuild Ukraine, in programma a Varsavia il 12 e 13 novembre 2026.
All’appuntamento parteciperanno anche alcune delle principali realtà italiane impegnate nel sostegno all’internazionalizzazione: Agenzia ICE, SIMEST e SACE, chiamate a promuovere, finanziare e assicurare le aziende italiane interessate ai mercati esteri e, in questo caso, alle opportunità legate alla ricostruzione ucraina.
La sfida sarà quindi trasformare le prospettive della ricostruzione in occasioni concrete per il sistema produttivo.
Per l’Italia significa anche valorizzare quelle competenze che nel mondo continuano a identificare il Made in Italy: qualità, capacità industriale, progettazione, tecnologia e know-how.
La presenza delle imprese italiane in Ucraina dimostra, dunque, che i rapporti economici tra i due Paesi non si sono interrotti. E in prospettiva, la ricostruzione potrebbe rappresentare un nuovo capitolo della collaborazione tra Italia e Ucraina, con il Made in Italy chiamato a giocare un ruolo importante.































