Il Lago di Garda continua a parlare sempre più lingue. L’estate 2026 si chiude infatti con numeri particolarmente positivi per il turismo sulla sponda bresciana, dove le strutture ricettive monitorate hanno raggiunto una occupazione del 94% nei mesi di luglio e agosto.
Un risultato che non sembra essere soltanto legato al picco estivo. Anche settembre sta confermando il buon andamento della stagione: nei primi venti giorni del mese il Garda bresciano ha registrato un’occupazione del 93%, quattro punti in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
I dati sono stati elaborati per Visit Brescia da HBenchmark e dall’Osservatorio Turistico integrato dell’ente.
Garda bresciano, occupazione media all’85,5%
Considerando il periodo compreso tra il 27 marzo e il 22 settembre, il Garda bresciano ha raggiunto una occupazione media dell’85,5%, con una crescita di 3,4 punti rispetto allo stesso periodo del 2025.
Numeri che confermano il forte appeal internazionale del lago e la capacità del territorio di mantenere elevati i flussi anche al di fuori dei mesi tradizionalmente più affollati.
A fare la differenza è soprattutto la presenza straniera.
Germania, Regno Unito e Stati Uniti sul Garda
La Germania si conferma il principale mercato internazionale per il Garda bresciano, rappresentando il 31% dei turisti.
Seguono il Regno Unito, con l’11%, e gli Stati Uniti, con il 7%.
Una fotografia che mostra quanto il lago sia ormai una destinazione consolidata per il turismo internazionale, con una clientela che arriva soprattutto dall’Europa ma anche dal mercato nordamericano.
E proprio i visitatori tedeschi si distinguono anche per la capacità di spesa.
Turisti tedeschi, quasi metà della spesa turistica
La Germania rappresenta infatti il 48% della spesa turistica complessiva registrata sul territorio.
Non solo: rispetto all’anno precedente la spesa riconducibile al mercato tedesco è cresciuta del 33%.
Il dato aggiunge un elemento importante ai numeri sulle presenze. Il turismo internazionale non porta soltanto occupazione nelle strutture ricettive, ma produce un impatto significativo anche sull’economia locale, dalla ristorazione alle attività commerciali, dai servizi alle esperienze legate al territorio.
Bene anche il Lago d’Iseo
La crescita non riguarda soltanto il Garda.
Anche il Lago d’Iseo registra risultati positivi, con un’occupazione media dell’82,6%, che nei mesi di giugno, luglio e agosto sale all’85%.
Qui la composizione dei flussi è però diversa.
Il principale mercato è infatti quello italiano, con il 27% dei turisti, seguito dalla Germania con il 17%.
Una differenza che racconta due vocazioni turistiche complementari all’interno dello stesso territorio bresciano.
Il turismo corre anche sul web
A crescere non sono soltanto arrivi e occupazione.
La provincia di Brescia registra anche una maggiore presenza e attenzione sulle piattaforme digitali: le recensioni turistiche sono aumentate del 9% rispetto al 2025, mentre il sentiment complessivo raggiunge quota 85,9.
Il Garda supera le 167mila recensioni, confermandosi una delle aree più osservate e raccontate dai visitatori anche online.
Il sentiment più alto viene invece registrato nell’area del Lago d’Idro e della Valle Sabbia, dove raggiunge quota 89,7.
Garda, un turismo sempre più internazionale
I numeri dell’estate 2026 restituiscono quindi un quadro particolarmente positivo per il turismo bresciano.
Il Garda arriva al 94% di occupazione nei mesi di luglio e agosto, mantiene il 93% nei primi venti giorni di settembre e porta la media stagionale all’85,5%.
Ma soprattutto conferma una caratteristica ormai strutturale: il lago è una destinazione internazionale, capace di attrarre visitatori dalla Germania, dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e da numerosi altri Paesi.
E se il dato sulle presenze racconta quanto il Garda piaccia ai turisti stranieri, quello sulla spesa tedesca mostra quanto il loro contributo sia rilevante per l’economia del territorio.
Un lago che, estate dopo estate, continua così a trasformare il proprio paesaggio in una delle destinazioni turistiche più riconoscibili d’Italia.































