Turismo, gli italiani riscoprono l’America – di Franco Esposito

L’anno scorso la contea di Miami Dade ha toccato i 13,9 milioni di visitatori con almeno una notte passata in albergo. Un primato che però non ha avuto il contributo dei turisti italiani: nel 2012 infatti gli arrivi in tutti gli Stati Uniti dal nostro Paese sono calati del 6,8%, un segno meno che ha coinvolto anche Miami che ormai è una delle destinazioni top per chi dall’Italia cerca la vacanza americana.

Quest’anno però, nonostante tutto, la grande crisi italiana, almeno per quello che riguarda i viaggi in America, sembra passata, forse non del tutto, ma comunque ha preso una direzione diametralmente opposta. Lo dicono i numeri a stelle e strisce e una conferma arriva anche dall’Italia per uno dei periodi più caldi, le vacanze di Natale. E se davvero si vuole approfittare del caldo, quello dei gradi centigradi, ancora una volta Miami e più in generale i Caraibi rappresentano le mete preferite.

Una elaborazione dei dati effettuata dall’American Express, cifre prese dal proprio Servizio Travel & Lifestyle, ha fatto la mappa delle destinazioni più gettonate dai propri clienti per il periodo natalizio e di fine anno. E il risultato è stato un sorprendente primo posto per Miami alla quale sono stati aggiunti, per vicinanza geografica e logistica, anche le varie isole e isolette dei Caraibi. Una conferma che forse c’è stata una inversione di tendenza e che, anche se lentamente, la crisi sta allentando la presa. Sì perchè alle spalle di ‘Magic City’ si è piazzata New York, meta classica e che non ha stagioni, come del resto Miami, con la differenza che se a South Beach fa sempre caldo, nella ‘Big Apple’ l’inverno è sì pungente, ma con un fascino che non si può trovare da nessuna altra parte. E poi vuoi mettere essere lì a Time Square per il 31 dicembre? D’altra parte Miami e New York, in ordine inverso, hanno i due aeroporti che, fino all’agosto scorso, ultimi dati pubblicati dall’International Trade Administration, che fa parte dell’U.S. Department of Commerce, avevano il maggior afflusso di viaggiatori provenienti dai Paesi stranieri, il JFK con 17,95 milioni (+4,3% rispetto alle stesso periodo del 2012),

l’International con 13,599 (e una variazione in positivo del 4,6%). E il trend, in leggero ma deciso miglioramento, dell’Italia nelle previsioni sembra confermato anche per quello che riguarda i viaggiatori europei in generale che, se decidono di attraversare l’Atlantico, lo fanno per andare appunto a New York e Miami, destinazione quest’ultima che sta avendo un notevole successo anche dalla Scandinavia e non è un caso forse che la Norvegian Airlines da un po’ di tempo stia portando avanti una politica-prezzi-molto bassi, con arrivi a Ft. Lauderdale che poi è a un’oretta da Miami, a volte anche meno.

Per quello che riguarda i numeri dell’Italia per ciò che concerne viaggiatori che sono sbarcati negli Stati Uniti bisogna fare un passo indietro e guardare l’anno scorso: nel 2012 infatti solo la Spagna tra i primi venti Paesi al mondo con maggiori ingressi negli States ha avuto un bilancio peggiore rispetto ai dodici mesi precenti. L’Italia infatti ha chiuso con un -6,8%, rispetto al -13,3 degli iberici.

Complessivamente l’anno scorso sono stati 831.000 gli italiani arrivati negli USA, ma quest’anno, dopo un inizio ancora sotto il segno meno, le cose sono cambiate anche per l’Italia. Chiusi in negativo gennaio e febbraio, i confronti sono sempre con lo stesso periodo dell’anno precedente, un leggero miglioramento si è avuto a marzo, che però non è stato sufficiente a far chiudere il trimestre in attivo (-1% con 144.878 viaggiatori). L’inversione di tendenza si è avuta in aprile e anche in maniera netta, ultimo dato reso noto, con un sostanzioso +4,3%. In attesa di avere i numeri ufficiali per nazione, l’International Trade Administration ha comunque resi noti i dati fino ad agosto con il movimento di passeggeri europei che complessivamente è aumentato dell’1,5%. Le previsioni dell’U.S.

Department of Commerce, International Trade Administration, per il 2013 hanno previsto un +2% rispetto all’anno precedente, poi visto che il ‘forecast’ arriva fino al 2018, questo è il trend del nostro Paese (tutte le percentuali si riferiscono alle variazioni rispetto ai 12 mesi passati) nei prossimi cinque anni: 2014 -1%, 2015 +1%, 2016 +3%, 2017 +2, 2018 +1%, anno quest’ultimo che secondo le previsioni dovrebbe toccare anche il numero più alto di viaggiatori, 900.000.