Un terzo (per ora) dei Consiglieri del CGIE ha firmato la richiesta di Carlo Consiglio di mettere all’Ordine del giorno dell’Assemblea generale di fine mese il punto: "Connazionali in Svizzera truffati dal dirigente di un Ente di Patronato. Discussione e provvedimenti" e quindi, essendo le firme già molto superiori a quelle richieste dall’art. 2 comma 1 del Regolamento, al Segretario generale non restava altra scelta che iscrivere il punto all’ordine del giorno. Ma Elio Carozza, evidentemente convinto che il CGIE sia roba sua e di essere quindi al di sopra delle regole, ha reagito malissimo ed ha risposto con uno scherzo di pessimo gusto; chissà come rideva mentre lo metteva in atto.
Chi frequenta il CGIE sa che al venerdì, ultimo giorno dei lavori, i partecipanti man mano se ne vanno per raggiungere i propri aerei, tanto che quando si arriva agli ultimi punti dell’Odg regolarmente la sala è semivuota e viene a mancare il numero legale. Che si è inventato allora il buon Carozza? Ha inserito all’ultimissimo punto (addirittura dopo le varie ed eventuali!!!): "Caso Giacchetta a Zurigo: solidarietà ai 47 connazionali coinvolti nella truffa". Chissà come avrà stabilito sarebbero solo 47 i truffati, che lui preferisce chiamare "coinvolti", termine utilizzabile sia per il carnefice che per la vittima.
Che gran furbata, deve avere pensato, mentre si tratta di una provocazione cattiva perpetrata con arroganza, scherno ed assoluto disprezzo per le regole e per una parte consistente del CGIE.
Vedo già la scena: mentre i pochi rimasti sono già in piedi intenti ad infilarsi i cappotti, Carozza al microfono:"Attenzione un attimo – ultimo punto, solidarietà ai coinvolti nella truffa di Giacchetta – Va bene, solidarietà data – Buon rientro a tutti".
E’ lo stesso Elio Carozza che ha un profilo sul sito del Partito Democratico nel quale ha scritto: "Dal 2001 al dicembre 2012 sono stato Presidente dell’INCA Belgio. Da sempre impegnato nella difesa e nel progresso degli emigrati italiani all’estero e per l’integrazione delle nuove generazioni nelle realtá particolari in cui si trovano a vivere". Proprio così: "sempre impegnati nella difesa degli emigrati italiani all’estero".
Comunque se Carrozza si fa grasse risate per la sua trovata, i firmatari della richiesta non si divertono affatto e preannunciano che metteranno in atto tutte le azioni possibili, di tutti i generi, perché vengano rispettate le regole e venga posto all’Ordine del giorno il punto come formulato dai richiedenti ("Connazionali in Svizzera truffati dal dirigente di un Ente di Patronato. Discussione e provvedimenti"); inoltre pretendono che venga previsto un tempo congruo (almeno un’ora) per la trattazione e la discussione.






























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