Eni rafforza la propria presenza in Venezuela e mette le mani su uno dei principali giacimenti petroliferi del Paese.
Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha firmato con la compagnia petrolifera statale venezuelana Pdvsa un accordo che assegna a Eni il ruolo di operatore esclusivo del giacimento Junín 5, nella ricca Fascia dell’Orinoco.
L’intesa avrà una durata di 25 anni. Eni sarà responsabile della gestione tecnica, finanziaria e commerciale di un giacimento di petrolio pesante che attualmente produce circa 12mila barili al giorno.
Un giacimento da 35 miliardi di barili
Le dimensioni dell’operazione sono rilevanti. Junín 5 conterrebbe infatti circa 35 miliardi di barili certificati.
L’obiettivo è aumentare progressivamente la produzione. Secondo le stime riportate da Bloomberg, il giacimento potrebbe arrivare a 400mila barili al giorno entro la fine del decennio.
Per raggiungere questo risultato sarebbero necessari investimenti nell’ordine di 1,5 miliardi di dollari all’anno.
L’accordo si inserisce in una fase di riapertura del settore petrolifero venezuelano agli investimenti internazionali, dopo mesi di trattative tra Caracas e le grandi compagnie energetiche.
Eni rafforza il ruolo internazionale
La firma è arrivata durante la visita a Caracas del segretario statunitense all’Energia, Chris Wright, in un momento di particolare attenzione internazionale verso il settore oil&gas venezuelano.
Per Eni l’intesa rappresenta un ulteriore passo nel rafforzamento della propria presenza internazionale e conferma il ruolo del gruppo italiano nei grandi progetti energetici fuori dall’Europa.
Il Venezuela, grazie alle enormi riserve della Fascia dell’Orinoco, torna così al centro dell’interesse delle principali compagnie petrolifere internazionali.





























