Stabilità, italiani nel mondo ancora massacrati: il MAIE vota contro

Durante il fine settimana appena trascorso l’Aula della Camera è stata chiamata a votare, sabato, la fiducia su tre maxi-articoli in cui è stata suddivisa la legge di stabilità e, domenica, il provvedimento finale. I deputati, con 324 voti favorevoli e 108 voti contrari, hanno detto sì a una manovra finanziaria che, ancora una volta, penalizza fortemente gli italiani residenti all’estero e parte di quel Sistema Italia oltre confine che invece dovrebbe essere protetto e promosso ulteriormente.

Il MAIE ha ovviamente votato no a una legge di stabilità che massacra gli italiani nel mondo. Il presidente del Movimento Associativo Italiani all’Estero, l’On. Ricardo Merlo, spiega: “La linea di questa legge di stabilità continua a penalizzare gli italiani all’estero. Non possiamo accettare ulteriori tagli alla scuola, alle Camere di Commercio e ai patronati che, al di là del  ruolo politico che alcune sedi inopportunamente svolgono, cosa sulla quale non intendo polemizzare in questa sede, costituiscono comunque e senza dubbio una rete istituzionale italiana che assiste migliaia di anziani italiani in tutto il mondo”.

Per Merlo “il governo Renzi con questa manovra conferma una linea politica economica dettata dai burocrati della UE, che comporta grandi sacrifici per tutti gli italiani, che vedono un’economia che non cresce e una disoccupazione che aumenta. In pratica, Renzi continua una politica di rigore, mascherata, che penalizza anche, e ancora una volta, gli italiani all’estero”.

Il provvedimento votato dalla Camera avrà conseguenze a dir poco drastiche per i connazionali residenti fuori dallo Stivale, già bastonati nei mesi scorsi da un esecutivo che non ascolta gli italiani nel mondo né chi a Roma li rappresenta.

CRESCITA ZERO Nel 2015 si prevedono tagli alle spese per le infrastrutture necessarie al Paese, e la pressione fiscale resterà praticamente uguale a quella del 2014, infatti passa dal 43,3 % al 43,2 %. Non si intravede nulla che possa delineare un percorso per promuovere la crescita; le spese sociali sono decimate; i trasferimenti assistenziali agli enti previdenziali e il finanziamento delle politiche sociali vengono de-finanziati per 178 milioni (-7 per cento); i programmi sociali di competenza del MEF sono stati ridotti di 580 milioni (-9,5 per cento); il taglio su diritti sociali e famiglia è di 758 milioni. La spesa per la tutela della salute viene decurtata di 156 milioni, con un taglio del 15,6 %; il concorso dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria diminuisce di oltre 2 miliardi nel 2015; per l’ istruzione scolastica le risorse s i riducono di 231 milioni.

UNA CARNEFICINA Ricardo Merlo, parlando dei tagli che più da vicino interessano gli italiani nel mondo, sottolinea: “Il taglio ai patronati, che offrono servizi ai pensionati italiani all’estero, arriva a 75 milioni di euro. Per il  personale delle scuole italiane all’estero il taglio è pari al 20% delle risorse, suddiviso in 173,3 milioni per il personale Maeci e 34,5 milioni per il personale scuola. Per quanto riguarda le Camere di Commercio la nuova disciplina prevede l’afflusso di circa 850 milioni di euro nel 2015: questo significa una riduzione dei diritti camerali, poiché le Camere di Commercio dovranno versare le disponibilità liquide alla Tesoreria centrale e dovranno smobilizzare gli investimenti finanziari”.

L’APPELLO AI COLLEGHI, “UNIAMOCI” Il presidente del MAIE rinnova il proprio appello – già lanciato tempo fa proprio attraverso una video intervista rilasciata a ItaliaChiamaItalia – ai suoi colleghi parlamentari eletti oltre confine: uniamoci, dice loro, nell’interessa degli italiani nel mondo, per difendere le loro istanze e per evitare che continuino ad essere considerati l’ultima ruota del carro, sempre.

“Noi rappresentanti degli italiani all’estero dovremmo unire le nostre voci e i nostri voti per dire tutti insieme NO a questi tagli. Il mio auspicio – prosegue Merlo – è che, quando arriverà al Senato, tutti gli eletti all’estero si uniscano a noi in questa battaglia e abbiano la forza di opporsi a questa manovra. Che pensino più ai nostri connazionali nel mondo che alle segreterie politiche di Roma. Solo così – conclude – potremo sensibilizzare un governo finora insensibile ai nostri richiami, che ci ignora: un governo che, dopo le chiusure di ambasciate, consolati e istituti di cultura, continua a penalizzarci con questa pessima legge di stabilità”.