Una riunione di circa due ore per fare il punto su legge elettorale, riforme e piano lavoro in vista della Direzione nazionale prevista per giovedì pomeriggio. Matteo Renzi ha riunito oggi la segreteria del Partito democratico, tornata a Roma dopo la parentesi fiorentina. Come ormai consuetudine, il meeting è avvenuto di prima mattina, convocato per le 7,30 in punto. Sul tavolo le questioni più calde dell’agenda politica, dal Jobs Act che verrà presentato giovedì nella riunione del parlamentino del Pd, al percorso di riforma della legge elettorale.
Al termine, a tirare le fila è il portavoce Lorenzo Guerini. "La segreteria di questa mattina – ha spiegato il deputato del Pd ai giornalisti – è stata dedicata all’esame della situazione politica generale, con particolare riferimento al tema della legge elettorale e delle riforme istituzionali, concentrando l’attenzione anche sulle proposte sul lavoro e alla Direzione del partito in programma per domani pomeriggio".
Nel merito, sulla legge elettorale, Guerini ha sottolineato che "si è preso atto dello stato di avanzamento del lavoro cominciato da Renzi con la lettera inviata ad inizio anno a tutti i partiti". La segreteria ha parlato di un "positivo sviluppo del confronto" che dovrà portare il testo in Aula "entro fine gennaio" come calendarizzato a Montecitorio. "Domani in Direzione – ha spiegato Guerini – ci saranno ulteriori passi in avanti sul percorso che dovrà farci approdare al testo nei tempi prestabiliti". Intanto, proseguono gli incontri del segretario del Pd con le altre forze politiche.
È stato lo stesso Guerini a confermare quanto già riportato da diversi organi di stampa: l’incontro tra Renzi e Denis Verdini, il "plenipotenziario" di Forza Italia in materia di legge elettorale: "L’incontro c’è stato. Il segretario sta incontrando tutte le parti politiche e seguiranno altri colloqui". L’obiettivo è quello di arrivare a domani pomeriggio con il quadro più chiaro possibile per offrire una proposta concreta alla Direzione del Pd. "Sulle regole bisogna confrontarsi con tutti per arrivare ad una legge più condivisa possibile. L’auspicio è che ci sia un atteggiamento responsabile da parte di tutte le forze politiche, che non si faccia melina ma che si arrivi ad un buon testo con una decisione rapida".
Nella riunione della segreteria si è fatto cenno anche alla questione che ha investito il responsabile Scuola e Welfare del Pd, Davide Faraone, indagato a Palermo nell’ambito di un’inchiesta sulle spese degli amministratori siciliani. "C’è un’indagine in corso da parte della magistratura – ha concluso Guerini – a cui va tutta la nostra fiducia. Speriamo che si giunga ad un quadro di responsabilità in tempi brevi, noi guarderemo all’esito delle indagini con grande rispetto". Poco prima era stato lo stesso Faraone a spiegare la sua posizione ai cronisti appostati fuori dalla sede del Pd: "Io sono indagato per tremila e trecento euro, che sono stati spesi per attività politica e di cui ho le fatture. Non sono preoccupato: se dovessi rendermi conto che la mia situazione è di ostacolo al Pd farei un passo indietro. Usare soldi pubblici per fini personali è un fatto grave da perseguire. Io sono pronto da subito a dimostrare la mia estraneità, ho molta fiducia nella magistratura e nella guardia di finanza".
































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