Luca Cordero di Montezemolo pronto a dire ‘addio’ a Mario Monti, Udc che minaccia gruppi separati, 30 parlamentari che hanno sottoscritto in questi giorni un documento per criticare le scelte dei vertici, nel mirino anche l’ex premier che, riferiscono fonti parlamentari, da un lato "si e’ disimpegnato dal partito e dall’altro ha portato avanti tutte le trattative sulle nomine". Giovedi’ si terra’ l’Assemblea di Scelta civica e si annuncia un ‘redde rationem’ nel partito. Aria di burrasca e nel mirino dei ‘malpancisti’ e’ finito proprio il Professore e la gestione nel partito. Minaccia di ‘strappare’ il presidente della Ferrari, Luca Cordero di Montezemolo. Prima delle elezioni era stato uno dei promotori del movimento. Ma ‘Italia futura’, pur avendo ‘incassato’ la nomina di Calenda nel ruolo di viceministro allo Sviluppo, di Vargiu alla presidenza della Commissione Affari sociali della Camera e di Gianluca Susta diventato nuovo capogruppo al Senato, e’ sul piede di guerra. In corso una mediazione per ricucire lo strappo, con Calenda e altri parlamentari – viene riferito – che vorrebbero aprire un dibattito ma senza arrivare ad una spaccatura.
Ma tra i firmatari del documento ci sarebbe per esempio, Andrea Romano, vicino al ‘signor Ferrari’. Montezemolo potrebbe annunciare una sorta di ‘addio’ a Monti nei prossimi giorni. A questo punto, pero’, e’ a rischio proprio l’esistenza del partito, ritrovatosi senza sede e – questa l’accusa che viene mossa dai parlamentari che hanno firmato il documento – senza guida. Non sfugge alle critiche anche l’ex presidente del Consiglio, accusato – viene riferito – di aver trattato per alcune nomine nel governo senza tutelare tutte le ‘aree’. "Finora la priorita’ era il governo e l’agenda per il Paese, ora si cambia", questa la posizione del Professore che punta ad un processo costituente per il partito e non teme discussioni interne. "Adesso ci sara’ una fase piu’ attiva dal punto di vista del rilancio del partito, non c’e’ nessun atteggiamento liquidatorio", sottolineano fonti vicine al Professore. Monti stesso, pero’, alcune settimane fa si era detto in qualche modo disgustato da alcune voci che erano state fatte trapelare dall’interno di Scelta civica non nascondendo il suo disappunto.
"Abbiamo saputo di alcune scelte – si lamenta, per esempio, un senatore – attraverso i comunicati stampa". Ieri c’e’ stata una riunione tra un gruppo di parlamentari proprio per fare il punto della situazione. C’e’ chi vorrebbe ‘sposare’ una linea trattativista per far emergere soltanto il disagio presente e chi, invece, pensa gia’ "ad una scelta traumatica". All’ordine del giorno anche il rapporto con l’Udc: molti parlamentari di Scelta civica vorrebbero tagliare i ponti con il partito di via Due Macelli, ma anche Pier Ferdinando Casini, da poco nominato presidente della Commission Esteri del Senato, in alcuni colloqui informali non ha escluso che se nel giro di due settimane non si costituira’ un partito forte e’ pronto a costituire gruppi separati.
Qualora il partito riuscisse a compattarsi resta l’incognita per chi lo guidera’. In occasione dell’Assemblea di sicuro verra’ chiesto di azzerare tutte le cariche nel partito e nei gruppi. Ci saranno, riferiscono altri fonti parlamentari, diverse mozioni e una delle richieste che verra’ portata avanti e’ quella di ‘riequilibrare’ il partito che in molti vedono oggi troppo spostato sul ‘versante’ cattolico e poco ‘incisivo’, per esempio, sul fronte della Giustizia. Uno dei tanti che dietro le quinte ha manifestato i propri malumori e’ Pietro Ichino. In queste ore comunque sono al lavoro i pontieri per evitare che giovedi’ ci sia ‘l’implosione’ di Scelta civica. Il Professore del resto punta sul rilancio e, sottolineano fonti a lui vicine, e’ pronto a prendere parte al dibattito interno.
A chi ha avuto l’opportunita’ di parlarci nei giorni scorsi, Mario Monti ha spiegato di non avere alcuna voglia di impegnare il suo tempo a dirimere conflitti interne alle aree del partito perche’ questo, ha spiegato, non e’ il suo mestiere. L’ex presidente del consiglio ha invece sottolineato di voler occuparsi, in questo momento, solo della linea da portare avanti per dare un contributo alla politica economica del governo. Stesso atteggiamento i ‘malpancisti’ avrebbero trovato in Luca Cordero di Montezemolo: il patron Ferrari avrebbe lamentato il ripetersi, anche in scelta civica, di quelle dinamiche di partito, tra scontri personali e di aree, che considera da sempre uno dei mali della politica italiana. Ma Montezemolo e’ tornato a farsi sentire anche attraverso il sito di Italiafutura, con un editoriale firmato assieme a Nicola Rossi: "Italia futura e’ nella politica, ma al di fuori dei partiti", ha tenuto a precisare per richiamare tutti alla mission sulla quale il movimento e Scelta Civica sono stati costruiti: "Promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del Paese, dando voce a chi non si rassegna a contribuire alla vita pubblica solo il giorno delle elezioni".
Innanzitutto riprendendo il cammino delle riforme, come quella che prevede il superamento del bicameralismo perfetto, e tornando a investire sulla base del movimento "facendo della partecipazione diretta degli associati, dei cittadini e dei territori alle attivita’ dell’associazione il modo stesso di essere di Italia Futura". Musica fra quanti, dalla base, si sono fatti sentire nelle scorse settimane per lamentare l’assenza di dialogo con i vertici. Una assenza arrivata al punto da lasciare i sostenitori di Scelta Civica senza una indicazione per le prossime amministrative, a cominciare da Roma.
































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