Perché non potremo mai unirci ai cori razzisti o omofobi – di Giuseppe Fiamingo

Negli ultimi anni mi sono spesso vergognato di essere italiano. Soprattutto quando vedo il mio amato Paese ricadere sempre nei soliti errori, vissuti prima con l’adesione cieca al ventennio fascista ed ultimamente a quello berlusconiano. Questi periodi storici sono riusciti a tirare fuori il peggio dagli "italiani brava gente" contro i diversi, che lo siano per il colore della pelle, per la religione professata o per l’orientamento sessuale. E questo triste andazzo continua!

E’ ormai diventato uno sport nazionale inveire contro gli immigrati, che non condividono i "nostri valori cristiani" o "che rubano il lavoro agli italiani", per non passare sotto silenzio i cori razzisti negli stadi contro giocatori di colore, le invettive contro la ministra di colore Kyienge e gli innumerevoli casi di bullismo e discriminazione contro gay e lesbiche.

Ricordiamo che il nazismo prese il sopravvento nel 1933 in una Germania rovinata dalla grave crisi economica del 1929. Anche oggi l’Europa, in preda ad una forte disoccupazione ed alle onde lunghe della crisi economica e finanziaria del 2008, ha visto la rapida ascesa di svariati partiti anti-europei ed anti-immigrati, come il francese Front National, in mano a Marine le Pen, accreditato, col 26%, come primo partito alle presidenziali del 2017; lo Jobbik Ungherese che ha riscosso alle recenti europee quasi il 15% dei suffragi; la neonazista Alba dorata in Grecia; l’olandese Partito della libertà di Geert Wilders, aspramente anti islamico; il partito del popolo danese, che ha riscosso alle europee il 27% dei suffragi; e dulcis in fundo i nostrani della Lega Nord, portata al governo da Forza Italia ai tempi di Umberto Bossi, ora in mano a Matteo Salvini, che viaggia nei sondaggi di nuovo oltre il 10%, e Fratelli d’Italia che, insieme ad AN, si attesterebbe appena sotto il 3%.

Questi partiti hanno il tratto comune di rivolgersi ad un elettorato poco istruito e facilmente influenzabile, di pescare nel torbido, soffiando sull’odio razziale, e spesso anche sull’omofobia, alimentando guerre contro i "diversi" e tra i "poveri di casa nostra" e gli immigrati.

Invece di lasciarci abbindolare da "crociate" contro facili capri espiatori, dovremmo ispirarci a società in cui la diversità etnica e dei costumi é considerata una ricchezza, dove la diversità contribuisce alla crescita economica e civile di tutto un Paese e dove l’orientamento sessuale, almeno in questi ultimi anni, non ha inficiato il successo di una carriera.

Basti pensare agli Stati Uniti d’America, di cui italiani, irlandesi ed ebrei hanno costituito la spina dorsale, alimentando le fila della classe imprenditoriale, politica o artistica, che si chiamino Rotschild, Kennedy, Cimino o Coppola, che siano etero od omosessuali. Sarebbe ora che seguissimo tutti l’incoraggiamento di Martin Luter King: "Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, a nuotare come i pesci, ma non abbiamo ancora imparato la semplice arte di vivere insieme come fratelli".