Pd, sul web la base si spacca sul patto del Nazareno

Le due basi del Pd, quella che e’ rimasta e quella che e’ andata, si scontrano sui social network. Nel giorno in cui si apre il dibattito sul calo delle iscrizioni (100mila secondo Repubblica, con un calo di 400mila tessere. ‘Arriveranno a 300mila’, replica il Pd) sul web si anima il dibattito tra tesserati e non piu’ tesserati. Compagine molto piu’ folta quest’ultima, almeno a giudicare dai commenti sulla pagina Facebook del partito.

Per tanti il motivo della disaffezione e’ da rintracciare nel patto del Nazareno, l’intesa tra Renzi e Berlusconi che porta il nome della sede del Pd. "Io sono uno dei 400.000 che non si e’ piu’ iscritto per Renzusconi!", rivendica ad esempio Silvia De Grossi. Andrea Siciliano prova ad argomentare. "Ho stracciato la tessera. Renzusconi – spiega – non rappresenta piu la mia idea di Partito Democratico. Comunque e’ quello che vogliono i nuovi dirigenti. La vera base del Partito e’ contro Renzi. Ve lo assicuro girando per i circoli".

Analisi simile a quello di Alberto Malagugini: "Perdere meta’ iscritti in un anno certifica (nonostante non abbia mai voluto convincermene) la diaspora della sinistra "storica", quella che ha tenuto aperto le sezioni, messo in piedi le feste di partito, garantito la presenza agli incontri pubblici, permesso l’organizzazione di banchetti, gazebo, congressi e primarie, propaganda elettorale, controllo dei seggi eccetera, eccetera, eccetera. I signori che riempiono le urne delle primarie aperte non si sono piu’ visti, comprovando una volta di piu’ che le primarie non servono a contattare nuovi futuri militanti, ma solo ad allontanare le persone che hanno fin qui permesso al Pd di esistere. Per prendervi il Partito coi voti della destra, avete trasformato i vostri iscritti in nemici da allontanare, e questo e’ il risultato: macerie che vi impediranno di gestire un Partito sempre piu’ privo di strutture minime di organizzazione".

Si dicono delusi anche molto giovani, come Marta Santacroce: "Mi sono iscritta in Sinistra Giovanile a 17 anni. Ho fondato anche io il Pd. Ora- spiega- a 26 anni passati, precaria, non tutelata, non ascoltata da nessuna parte perche’ ahime’ e’ vero, i circoli non sono piu’ luoghi deputati allo studio, alla riflessione costruttiva, all’iniziativa e alla progettazione politica ho detto basta. Un partito cosi’ non e’ il mio, che se lo tengano stretto Guerini e gli altri. Preferisco, a malincuore, sentirmi un’apolide".

Michi Del Pra’ si chiede "a che serve iscriversi quando alle primarie votano cani e porci? Io sono iscritta al Pd dalla sua nascita. Era il partito che ho sempre sognato. Da quando si e’ lasciato votare alle primarie chiunque per far vincere il cavallo di Troia della destra io non mi riconosco piu’ in questo partito. Non solo non mi iscrivo, ma neppure lo votero’ fino a che rimarra’ questa dirigenza".

La discussione sull’articolo 18 finisce per accrescere le distanze. "Pagare 2 euro per farsi licenziare senza giusta causa? No grazie", dice Mario Banfi. Speranzoso Eugenio Carloni: "Se non si tocca l’ art. 18 gli iscritti possono rimanere gli stessi. Se Renzi continua con questa cazzata e tante altre per dar retta agli imprenditori perdera’", pronostica severo. Non mancano tuttavia le voci a sostegno della maggioranza renziana. Sottolineano la singolare corrispondenza tra il calo delle tessere e l’aumento dei voti. Giuseppe Farina, ad esempio, invita a non rincorrere gufi e rosiconi. Ditegli di guardare i sondaggi, siamo oltre il 41%!".

"Meglio poche tessere ma le urne piene", sintetizza Mimmo Mercurio facendo il verso a un motto antico. Per Luigi Tasca "meglio pochi iscritti, che tessere lottizzate in mano ai notabili locali". Franco Legrottaglie, invece, ritiene che sia "normale che il nuovo Pd perda tessere. Un partito che si rinnova e che ha il coraggio di dare un taglio al passato non puo’ certo piacere a chi soffre ancora di nostalgia… Ma non si era detto che il proprio partito lo si puo’ sostenere anche con il 5×1000? E allora la tessera, vecchio e superato totem del passato, a che cavolo serve?". Si parlano le due ‘basi’. Ma non sembrano incontrarsi piu’. Cosi’ se Tina Schiliro’ che annuncia: "Io mi sono iscritta l’altro ieri! Piu’ uno", ecco Giuseppe Locorriere che avverte: "Spero di non trovarmi iscritto senza saperlo, come mi e’ gia’ successo 40 anni fa con la Dc".