Opera, Teatro Regio di Torino sbarca in Cina: ‘un accordo storico’ – di Alessandra Giorda

Il Teatro Regio di Torino è sempre di più un fiore all’occhiello per l’omonima città e per l’Italia nel mondo. Dopo il grande successo del Japan Tour, l’accordo storico siglato con il prestigioso teatro NCPA di Pechino, ora è la volta di sbarcare in Russia e precisamente nell’incantevole San Pietroburgo. A parlare del Regio nel mondo e non solo, a ItaliaChiamaItalia, è il Direttore della Comunicazione e delle Pubbliche Relazioni, Paola Giunti.

Con disponibilità, simpatia e cortesia Paola sottolinea come l’Opera nata nel 1600 sia e continui ad essere un valore aggiunto dell’Italia, un prodotto eccellente di esportazione osannato all’estero e denigrato nel Paese natio.

E’ da qualche giorno che è stato firmato l’accordo tra Teatro Regio di Torino e Teatro NCPA di Pechino. Un vanto per il Regio che s’impone in Cina?

“E’ un vero e proprio accordo storico perchè mai nessun teatro italiano aveva sottoscritto un accordo con il Teatro dell’Opera della capitale della terra del Dragone. L’NCPA non è solo il teatro più importante a Pechino, ma attualmente il Centro produttivo più importante al mondo. E’ stato inaugurato nel 2007 ed è stupendo! Ha tre sale di cui due da 2400 posti, una da 1400, in più un auditorio da 1000. Siamo orgogliosi che da questo tempio della musica abbiano chiesto al Regio di Torino, con tutti i prestigiosi teatri nel mondo, un accordo per migliorare la qualità degli spettacoli”.

Nello specifico come si snocciola l’accordo?

“E’ un vero e proprio scambio. I nostri tecnici e vario personale andrà in Cina per mettere a disposizione i campi dove noi siamo forti. Mentre il nostro personale acquisirà da quello dell’NCPA nozioni dove loro sono più bravi di noi. Verrà messa in scena un’Opera italo-cinese nel 2015 in Cina e presentata nel 2017 al Regio di Torino. L’Opera, ‘Il Ragazzo del Risciò’ è scritta da un compositore cinese, ma puramente occidentale”.

In Cina apprezzano l’Opera lirica e in Italia, dov’è nata, è poco considerata. Perchè?

“I cinesi dimostrano una grande passione per lo spettacolo in genere, infatti ne è testimonianza che sorgono molti teatri in Cina e investono in un genere che noi cinicamente pensiamo sia morto. Invece la lirica è viva più che mai e apprezzata all’estero. Ora la terra del Dragone è la nazione più importante del mondo e il Teatro Regio, ripeto, è onorato di essere stato scelto. In Italia le Istituzioni non valorizzano il belcanto come un prodotto doc, come il Parmigiano Reggiano, i vini e la moda  di Armani, pur essendo un made in Italy come gli altri citati”.

Cosa abbiamo da imparare dalla Cina?

“Il Teatro Regio è andato là nel 2010 e poi in Giappone. Pechino e Shangai sono città enormi, spettacolari, dalle bellezze contrapposte tra cultura millenaria e grattacieli futuristici da rimanere a bocca aperta. Gli italiani hanno da imparare molto dai cinesi: in primis la dedizione al lavoro e la grande manualità. Noi, come Teatro Regio, siamo forti nel creare scene nei nostri laboratori dove stampano ancora con le polveri e in Cina questa tecnica è molto salvaguardata, quindi l’unione delle due tradizioni credo possa essere solo vantaggiosa. L’Opera è nata nel 1600 e noi, pur evolvendoci, seguiamo ancora tradizioni  del passato. E’ importante mantenere vivo un artigianato così pregiato, poiché l’Opera è ancora alto artigianato”.

Il Teatro Regio di Torino sempre più nel mondo. Ora sbarca in Russia in un contesto spettacolare. Raccontaci.

“Un doveroso ringraziamento è da fare all’Istituto San Paolo che è sempre più vicino all’arte e alla musica e grazie al quale si può realizzare questa prestigiosa tournée. Il 9 luglio e 10 luglio il Teatro Regio sarà in tournée a San Pietroburgo. L’Orchestra e il Coro del Regio, guidati dal Direttore musicale Gianandrea Noseda, saranno ospiti mercoledì 9 del Teatro Mariinskij, nell’ambito del prestigioso Festival delle Notti Bianche, e giovedì 10 luglio al Museo Ermitage, per il 250° anniversario della fondazione. Al Mariinskij verrà eseguita la Messa da Requiem di Giuseppe Verdi che per il Regio di Torino è il miglior biglietto da visita. Apprezzata in tutto il mondo anche nel Japan tour. Veri e propri successi di cui andiamo fieri. La gente ci acclama, non solo gli artisti ma anche noi che non cantiamo. Ho avuto persone in lacrime che mi hanno abbracciato ed io ho detto loro che facevo parte della stampa, non ero un’artista. Mi hanno ringraziato comunque. Nella splendida cornice dell’Ermitage, esattamente nel cortile del Palazzo d’Inverno, si svolgerà il Gala Verdi con sinfonie e cori dalle più celebri opere verdiane”.

Altro appuntamento importante è per agosto. Siete chiamati dalle varie parti del mondo che sono importanti nel campo lirico, siete soddisfatti?

“Sì, il 26 agosto il Teatro Regio sarà a Edimburgo all’Edinburgh International Festival, con il Guglielmo Tell di Rossini sotto la direzione di Gianandrea Noseda. Siamo onorati di essere richiesti là dove esserci conta. E’ una bella conquista!”.

Il Regio impegnato nel mondo: prossimi obiettivi?

“Tutta la concentrazione ora va su quanto appena esposto e poi su casa nostra. La prossima stagione teatrale sarà ricca di illustri nomi e densa di Opere spettacolari. Sarà la stagione dell’EXPO Milano 2015. Non ci aspettiamo solo il pubblico di casa, ma molti stranieri, come già spesso accade, ma con numeri elevati. Da Rho Fiera (EXPO) si raggiunge Torino in soli 50 minuti. A Luglio verranno messe in scena 4 Opere, in 4 giorni, tra le più belle e significative del melodramma italiano: La Bohéme, Il Barbiere di Siviglia, La Traviata, e Norma, con artisti d’eccezione quali Desirée Rancatore, Carmen Giannattasio, Maria Agresta, Antonino Siragusa e molti altri altisonanti nomi del panorama lirico mondiale. Quindi ogni persona che soggiornerà nella splendida Torino, sempre apprezzata dai visitatori, per 4 giorni avrà la possibilità di vedere le 4 Opere citate”.