Mercati tirano il fiato dopo Bce, giù euro e spread

Pausa di riflessione per i mercati azionari all’indomani del rally scatenato dal taglio ai tassi della Bce allo 0,05%, complici anche le prese di beneficio dopo una giornata di euforia. E’ andata meglio agli spread e all’euro, in ulteriore ribasso entrambi. Il differenziale Btp/Bund e’ sceso infatti a 132,4 punti, mentre la moneta unica viene scambiata a meno di 1,3 dollari, sull’onda lunga della mossa di Mario Draghi. I listini hanno sofferto dopo i dati sulla disoccupazione Usa, peggiori delle stime, mentre e’ passata quasi inosservata, la tregua tra Russia e Ucraina.

L’Europa e’ oscillata tra segno piu’ e segno meno per l’intera seduta, con Madrid (+0,44%) e Francoforte (+0,23%) in vantaggio su Parigi (-0,19%), Londra -0,33%) e Milano (-0,11%). A due velocita’ le banche, con le periferiche Piraeus ad Atene, Banco Popolare a Milano) e Bankinter a Madrid) in luce a differenza di Credit Suisse, Rbs e Barclays, tutte esterne all’area dell’euro. Negativa anche Wall Street dopo le cifre diffuse dal Dipartimento del Lavoro Usa.

In agosto sono stati creati solo 142.000 nuovi posti di lavoro, ben al di sotto delle 225.000 unita’ attese dagli analisti e alle 212.000 unita’ di luglio. In calo il tasso di disoccupazione (da 6,2 a 6,1%), ma il tasso di partecipazione al lavoro e’ rimasto vicino ai minimi da aprile, al 62,8%, mentre la crescita media dei salari nell’ultimo anno e’ stata del 2,1%. "Troppo poco – spiega Vincenzo Longo di Ig – per impensierire la Fed su una possibile ripresa accelerata dell’inflazione". "Con questi numeri – spiega il gestore – il mercato puo’ stare tranquillo che la Fed non avra’ fretta ad alzare i tassi di interesse".

Ci si puo’ aspettare dunque "una fase rialzista sui mercati destinata a durare almeno sino a fine mese". Secondo Citigroup la Bce potrebbe "adottare misure addizionali a fine 2014 o a inizio 2015, probabilmente attraverso un piu’ ampio piano di acquisto di titoli". Del resto l’Eurotower ha abbassato le stime sulla crescita per il 2014 ed il 2015, che sara’ rispettivamente dello 0,9 e dell’1,6%, perche’ "non ci sono dubbi – commenta da Zurigo Alexander Koch, economista di Raiffeisen Bank – i rischi di un calo sono aumentati e Francia e Italia rimarranno le principali sofferenze per il terzo trimestre".