Tutti contro Roberto Vannacci. Destra, sinistra, centro. È ormai una gara a chi gli tira più forte. Perché il generale fa così paura? Forse perché dice ad alta voce quello che molti italiani pensano nella propria testa.
Parla di immigrazione, sicurezza, caro vita, benzina, energia. E osa persino chiedere perché continuare a spendere miliardi per l’Ucraina quando ci sono famiglie italiane che faticano ad arrivare a fine mese.
Apriti cielo. Il problema, evidentemente, non è più quello che dice Vannacci. È che qualcuno lo ascolta. E se Futuro Nazionale, nato da poche settimane, nei sondaggi è già capace di mettere alle corde partiti storici, forse il problema non è il generale, ma una politica che, dopo tante promesse, ha lasciato parecchi elettori con un palmo di naso.
Perché diciamolo senza ipocrisie: gli italiani si sono rotti. Sono stanchi di essere presi per scemi. Stanchi degli slogan, delle emergenze infinite, delle bollette care, dell’insicurezza e di una politica che spesso sembra preoccuparsi più del consenso nei salotti televisivi che del consenso nelle case degli italiani.
Personalmente continuo a pensare che Vannacci alle prossime elezioni possa superare la doppia cifra. Se accadrà, sarà inutile dare la colpa al generale. Sarà il conto presentato dagli elettori a una classe politica incapace di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale. Lo sapremo presto, il 2027 è ormai dietro l’angolo.































