"Noi conduciamo una vita in ambasciata. La mattina si lavora dalle 8.15 alle 16.15. Ci teniamo in collegamento con le nostre famiglie, nel tardo pomeriggio facciamo attività ginnica, che è importante per il fisico e per lo spirito, perché quando torneremo in Italia vogliamo tornare a fare il nostro lavoro". Lo ha detto Salvatore Latorre, in conferenza stampa dall’ambasciata di New Delhi durante l’incontro con la delegazione di parlamentari italiani arrivati in India per seguire il caso dei due marò. "Teniamo i piedi per terra e vedremo quello che accadrà", hanno detto i due marò, Salvatore Girone e Massimiliamo Latorre.
"C’è il governo che sta lavorando" per il nostro caso, hanno ancora detto i due militari italiani, accusati dell’omicidio di due pescatori indiani. "Ringrazio tutti i parlamentari per essere qui, per noi è molto importante vederli, ci dà la fiducia e ci fa capire che molta gente si sta adoperando per questo caso", ha detto Latorre, riferendosi alla delegazione parlamentare italiana che si è recata in India per seguire la vicenda giudiziaria dei due marò. E sulla pena di morte che pende su di loro, Latorre ha detto: "Attendiamo".
"Di sicuro quelli della prigione sono stati i momenti più difficili", ha detto Latorre. "Il pensiero che ci possa essere qualche speranza concreta" di ritornare in Italia "c’è sempre", ha aggiunto Latorre. "Oggi questa delegazione è testimonianza della solidarietà che riceviamo da tutti gli italiani", ha concluso il fuciliere di marina.



























Discussione su questo articolo