Made in Italy, Fedi (Pd): nuove sfide per business tricolore nel mondo

"Nessun Paese al mondo, come il nostro possiede una rete così diffusa e radicata" come quella delle Camere di commercio italiane nel mondo, "una rete di professionalità ed esperienze al servizio del Paese". E’ quanto ha dichiarato il deputato del Pd eletto all’estero Marco Fedi che ha preso parte a Milano alla riunione dell’Advisory board di Assocamerestero dal titolo "Una nuova strategia con obiettivi e progetti condivisi per la promozione del made in Italy e del made by Italy nel mondo". Fedi, che ha partecipato in rappresentanza del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera nelle veci del presidente Fabio Porta, impossibilitato a intervenire, ha ricordato che gli eletti all’estero e gli organismi di rappresentanza da tempo stanno cercando di far passare l’idea, nell’opinione pubblica italiana e presso le istituzioni, che il rapporto con l’Italia non deve essere più considerato in termini di sostegno o di relazioni affettive, ma di partecipazione ad un comune sforzo di ripresa e di sviluppo del Paese, che nell’internazionalizzazione deve trovare, come sta già accadendo, il suo fulcro.

"E’ sicuramente opportuno che tutti, a iniziare dai rappresentanti degli operatori economici – ha aggiunto Fedi – facciano uno sforzo per ridefinire, nelle mutate condizioni di mercato e di fronte alla concorrenzialità dei paesi in ascesa, che cosa è oggi il made in Italy nel mondo, ciò che è necessario conservare e ciò che è utile cambiare".

"Nelle condizioni di concorrenzialità esistenti nel mercato globale, è indispensabile superare da parte nostra ogni duplicazione – ha aggiunto Fedi -, puntare sull’efficienza del sistema, con un’Agenzia governativa Ice che, attraverso dei veri e propri hub geo-politico-commerciali nel mondo, concorra alla conoscenza dei mercati e alle strategie nazionali. In questo sforzo un ruolo di rilievo devono avere rinnovate Camere di commercio che attingano anche alle nuove professionalità nel mondo, espressione più attuale del grande patrimonio dell’emigrazione, e una rete diplomatica che sia capace di trasformare l’azione internazionale del nostro Paese in opportunità di crescita economica".

"In sostanza, è necessario guardare all’internazionalizzazione in modo integrato, utilizzando in parallelo e contemporaneamente la leva della diplomazia, quella della promozione economica e commerciale, la circolarità della ricerca, soprattutto di quella applicata, la lingua e la cultura, i beni culturali, il turismo, le relazioni delle Regioni con le proprie comunità, i progetti e gli accordi tra le università". In questa ottica – ha tenuto a sottolineare Fedi – diviene indispensabile il rapporto e il coinvolgimento diretto delle rappresentanze delle comunità italiane nel mondo: associazioni, Comites e Cgie. Le audizioni condotte in sede di Comitato per gli italiani nel mondo e per la promozione del sistema Paese della Commissione Affari esteri della Camera si prefiggevano di portare avanti un serio approfondimento teso a individuare strategie e aree di riforma. Il prossimo 18 giugno, in un’iniziativa pubblica presso la Camera dei deputati, il Comitato per gli italiani nel mondo – ha annunciato Fedi – trarrà le conclusioni di questa attività in un momento di confronto istituzionale, con il concorso di operatori del settore e della stessa Assocamerestero.