L’Italia della scommessa, lo Stato incasserà un miliardo dalle slot machine

Frecce avvelenate, al curaro, sul governo della Repubblica accusato di “fare cassa sulla ludopatia”. Proprio lei, la malattia che affligge una moltitudine di italiani dediti al gioco e alla scommessa. Le micidiali slotmachine, i videopoker, le videolottery e quant’altro sono talvolta causa perfino di suicidi. Famiglie disperate spogliate di tutto, capifamiglia rovinati dal gioco nel tentativo di dare una raddrizzata ad un’esistenza assai grave. Il gioco come malattia mortale in Italia. Una drammatica epidemia la ludopatia. Colpisce tre italiani su cento.

I dati diffusi dal Ministero della Salute indicano la presenza di giocatori problematici in Italia nella misura tra l’1,3 e il 3,6% dell’intera popolazione. Secondo Federconsumatori quest’emergenza non deve essere ignorata. L’associazione rappresenta un’aspra critica in riferimento al Decreto Legge che prevede nuove norme per i giochi nell’ambito della Legge di Stabilità. “È’ inammissibile l’intento del Governo di fare cassa e recuperare risorse facendo leva sulla disperazione dei cittadini. I bandi per le nuove sale da gioco sono un insulto alle difficoltà delle famiglie”. In realtà, bandi e nuove norme hanno sollevato un vespaio di polemiche. Sistema Gioco Italia ha parlato di “una manovra chiaramente schizofrenica”.

Ma che cosa contiene la Legge di Stabilità in materia di gioco e scommesse? Intanto, prevede entrate dai giochi per un miliardo di euro. Risorse che dovrebbero pervenire dall’aumento del prelievo sulle video-lotterie e dal rinnovo delle concessioni. Su questi aspetti, nella loro interezza, si sono espressi in maniera negativa tutti i soggetti implicati: gli operatori, le associazioni, le imprese, la politica. Il contenuto del Ddl non soddisfa nessuno; la protesta, decisamente vibrante, si allarga a macchia d’olio o di leopardo. L’articolo del decreto dedicato ai giochi prevede inoltre l’ennesimo tentativo di regolarizzare la posizione dei bookmaker esteri, che ancora non l’hanno fatto. Gli stranieri risultano puntualmente restii, e non si preoccupano di nascondere le loro intenzioni. Solo parole e rinvii.

L’aumento delle risorse a beneficio dello Stato sarebbe dovuto per metà all’incremento percentuale dell’imposta del prelievi erariale su slot machine e videolottery. E per la parte restante alla nuova gara per il “bando sommerso”, sottoforma di una tantum legata alla gara per il rilascio/rinnovo delle concessioni per 15.000 agenzie e 7.000 punti di gioco, i cosiddetti corner. Ma non è così che si cura la ludopatia, anzi così la si incrementa servendo i giocatori malati di gioco più numerose e migliori occasioni per rovinarsi.

Le attenzioni dei critici picchiano in particolare su questi nuovi punti-scommessa: 22.000, secondo i solitamente bene informati. Diventeremo sempre più il Paese dei giochi, l’Italia della scommessa. Un Paese perdente, senza alcuna possibilità di poter risollevare la testa.

I pareri contrari cono ampiamente in maggioranza; risibile il partito di quelli che guardano in positivo alla novità. Il Movimento Cinque Stelle ritiene che si tratti esclusivamente di una manovra elettorale. “Il Governo fa cassa sulla ludopatia”, è un disco che gira. Il vice segretario dell’Udc, De Poli, è firmatario di un Ddl “per mettere al bando le slot-machine”. Sempre nell’ottica dei dati sopra evidenziati dal Ministero della Salute. Tre italiani su cento si inguaiano con il gioco. La campagna contro il gioco d’azzardo, vivaddio, ha espresso chiaro disappunto per l’apertura di nuovi punti scommesse. Il testo del nuovo decreto legge parla di rinnovo delle attuali concessioni per i punti di raccolta delle scommesse. E non di aumento delle sale per le slot-machine, presenze mortale sul suolo italiano. Durata della concessione nove anni, non rinnovabile. Base d’asta stabilita, 300mila euro per le singole agenzie, 15mila per i corner, dove l’attività di gioco è considerata “accessoria e non prevalente”.

Da questa gara, il bando per l’apertura di nuovi punti di scommesse, lo Stato si aspetta un introito complessivo di almeno mezzo miliardo di euro. L’aumento strutturale del prelievo erariale di slot machine e videolottery salirebbe rispettivamente al 2 e allo 0,5% sulle videolottery di ultima generazione. Le previsioni sono da sballo, dal punto di vista dello Stato. Le slot porterebbero un incremento di circa 500 milioni rispetto al 2015. Ma non è tutto perché bisogna aggiungere l’aumento sulle videolottery. Questo più l’altro, l’incremento complessivo sarà di oltre un miliardo di euro. Buongioco Stato, in quest’Italia popolato di disperati sempre più disperati. Illusi sistemati per sempre anche dalla Legge di Stabilità in materia di giochi e scommesse. La ludopatia come inguaribile epidemia. Lo Stato serve il veleno, non il medicinale terapeutico.