Italiani all’estero, Vignali (Farnesina) a politica e governo: basta chiacchiere, ci vogliono fatti concreti

“Se gli italiani all'estero sono aumentati in dieci anni, il Paese si deve rendere conto di questa realtà e investire, dare risposte concrete. Non basta dire che sono una risorsa, senza far seguire politiche di investimento”

Luigi Vignali

Ha preso il via, a Roma, la IV conferenza Stato-regioni-provincie autonome-Cgie, un appuntamento che secondo Luigi Vignali, Direttore generale per gli italiani all’estero alla Farnesina, rappresenta “una straordinaria opportunità per parlare agli italiani all’estero, per farlo in termini concreti”.

Intervenuto in conferenza, ha detto: “Gli italiani all’estero sono di fronte a un’opportunità straordinaria: di italiani all’estero si parla, sono una risorsa importante, però poi le occasioni di confronto attivo non sono molte: in questo caso gli italiani all’estero hanno la possibilità di confrontarsi con il governo”.

Poi il messaggio alla politica e a chi governa: “Se gli italiani all’estero sono aumentati in dieci anni, il Paese si deve rendere conto di questa realtà e investire, dare risposte concrete. Non basta dire che sono una risorsa, senza far seguire politiche di investimento”, ha sottolineato Vignali.

Intervistato da Askanews, Vignali ha affermato: “C’è bisogno di politiche attive per quanto riguarda per esempio la mobilità dei giovani verso l’estero per prepararli alle partenze e incentivarli al ritorno, per prepararci a una situazione di crescita demografica delle collettività all’estero, che le ha viste salire del 20% negli ultimi dieci anni, per investire su settori quali quello del turismo di ritorno che sono particolarmente promettenti proprio per sostenere i territori, le regioni, i luoghi anche più piccoli, i Paesi, i borghi, attraverso il turno dei nostri connazionali all’estero e anche degli investimenti come acquisti di case, acquisti di prodotti enogastronomici, di artigianato, e così via. Quindi una grande opportunità”.

Vignali ha sottolineato come le elezioni dei Comites appena concluse abbiano visto “un elevato grado di coinvolgimento di quelli che si sono impegnati costruendo liste, che si sono presentati come candidati. Fra l’altro, c’è una percentuale, il 25%, di candidati che sono giovani: questo è sicuramente un segnale di dinamismo, ci vuole un segnale di energia”.

“Certo la partecipazione è rimasta bassa, effettivamente, poco meno della volta scorsa; questo significa che forse bisogna ripensare l’istituto dei Comites, come vengono eletti, trovare il modo di coinvolgere maggiormente i connazionali, per esempio sostenendo anche le nuove forme di aggregazione attraverso i social network, attraverso internet, cercando di parlare anche a quelle componenti dell’emigrazione che naturalmente non si sentono rappresentati dai Comites, appunto le nuove generazioni, le associazioni di espatriati all’estero, i professionisti, che a volte non vedono nei Comites gli organismi nei quali si riconoscono e quindi c’è da fare un lavoro per il rinnovamento e un’ulteriore aggregazione”.

A proposito di turismo di ritorno, intervenendo alla conferenza, Vignali ha detto: “I turisti delle radici possono fare molto per sostenere i piccoli centri e borghi, il Pnrr prevede importanti stanziamenti per favorire il turismo delle radici, ma abbiamo bisogno della collaborazione degli enti locali”.