Italiani all’estero, una parte dei 300 euro per la cittadinanza ai Consolati (forse)

Renata Bueno, eletta nella Circoscrizione America Meridionale con l’USEI e residente in Brasile, in una nota dichiara la propria “soddisfazione” per “la trasmissione, da parte del Ministero degli esteri, della nota di attuazione al mio ordine del giorno, accolto dal Governo in sede di conversione del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 in materia di competitività e giustizia sociale, nella quale si conferma la possibilità che una quota delle risorse riscosse dagli uffici consolari all’estero, anche sulla base del nuovo tariffario approvato con il decreto 66, possa essere riassegnata al Ministero degli Esteri per essere destinata al miglioramento dell’efficienza degli uffici delle sedi consolari all’estero”.

La deputata, infatti, spiega che “l’articolo 5-bis del dl 66 ha previsto il pagamento” di 300 euro per quei discendenti di italiani che all’estero richiedono la cittadinanza. Soldi che dovrebbero garantire “un introito complessivo di circa 20 milioni di euro”.

“Il Ministero, nella nota di attuazione, valuta positivamente l’opportunità di utilizzare i fondi in questione a beneficio delle sedi estere e manifesta, inoltre, ferma intenzione di riproporre disposizioni normative per far in modo che gli introiti riscossi possano essere lasciati direttamente nelle disponibilità delle sedi esteri, come chiedeva espressamente il mio ordine del giorno”. Secondo Bueno, iscritto alla componente MAIE-Api all’interno del gruppo Misto alla Camera, “è un importante passo in avanti”.