Italiani all’estero, MAIE Argentina: bene Napolitano, è l’ora della politica

Col suo messaggio al Parlamento, dopo il giuramento, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con gran saggezza, umiltà e coraggio ha fatto una “sommaria rassegna” – come lui stesso ha detto – delle “omissioni, guasti, chiusure e irresponsabilità” della classe politica italiana in questi ultimi anni, ma anche dato una lectio magistrale di politica, ricordando a tutti che essa è mediazione, intese, alleanze. Perché se è vero che la classe dirigente, la classe politica italiana ha delle grandi responsabilità per la situazione in cui oggi versa l’Italia, è anche vero che quello di cui oggi ha bisogno il nostro Paese è di politica, nel vero senso della parola. Lo sappiamo benissimo noi in Argentina che di crisi economica-politica ne conosciamo abbastanza: solo la politica può portare una società, un Paese, a superare le crisi. Noi del Maie, abbiamo sempre concepito la politica in quei termini di costruzioni di ponti che aiutano a superare l’abisso che separano due posizioni, di superamento delle distanze. Ha ragione Napolitano quando afferma che è una dialettica avventurosa e deviante la contrapposizione tra piazza e parlamento. La politica fa che il Parlamento sia la sintesi della piazza, l’antipolitica invece fa della piazza l’antitesi del Parlamento. 

Il Presidente ha considerato questo nuovo suo periodo come una sfida che “sottopone a seria prova” le sue forze.  Non è l’unico. È il Paese intero ad essere sottoposto ad una seria prova delle sue forze. Sono gli imprenditori che faticano a mantenere aperta la loro ditta e i lavoratori, pensionati e casalinghe che faticano ad arrivare alla fine del mese, i disoccupati che non si arrendono nella loro ricerca d’impiego, e così via tutti i cittadini che cercano di continuare ad andare avanti (anche gli italiani all’estero che lottano per mantenere un legame con un’Italia che a volte sembra volerli dimenticare), mentre una classe politica è incapace di dare soluzioni e cerca disperatamente l’aiuto di un grande uomo che deve sacrificare persino i suoi ultimi anni nel servizio pubblico.

È ora che anche i parlamentari mettano a prova le loro forze. I parlamentari che da anni siedono nei seggi dell’Aula ma anche quelli eletti per prima volta. Devono ora provarci le loro forze. Non certo la forza elettorale (che sappiamo è poca), ma quella politica: le loro capacità individuali e di gruppo di dialogare, di confrontarsi, di trovare accordi, alleanze e soluzioni. Sette anni fa, in Parlamento, c’era chi aveva votato Napolitano, e chi no. Ieri c’era chi l’applaudiva e chi no. Speriamo che domani, non ci sia nessuno a non cogliere il suo invito a fare politica: a dare un governo al Paese e di avviare il processo delle riforme che il Paese da qualche tempo aspetta.

Marcelo Romanello – segretario MAIE Argentina
Mariano R. Gazzola – presidente MAIE Argentina