Un colpo da diversi milioni di euro ai danni di una delle aziende simbolo dell’enologia italiana.
Circa 30mila bottiglie di vino sono state rubate dal deposito di Marchesi Antinori a Cortona, in provincia di Arezzo, durante le notti comprese tra il 2 e il 4 ottobre.
A finire nelle mani dei ladri alcune delle etichette più prestigiose della storica casa vinicola toscana: Solaia, Tignanello e Guado al Tasso.
A rendere noto il furto è stata la stessa azienda venerdì 9 ottobre. Per quantità e valore dei prodotti sottratti, si tratterebbe di uno dei colpi più ingenti registrati negli ultimi mesi ai danni di importanti cantine italiane.
Un colpo pianificato nei dettagli
Secondo la ricostruzione riportata dalla stampa nazionale, ad agire sarebbe stata una banda specializzata, composta da una decina di persone.
I ladri avrebbero raggiunto il magazzino logistico durante la notte, neutralizzato il sistema d’allarme e utilizzato due camion per trasportare le bottiglie.
Per caricare i bancali sarebbe stato impiegato anche il materiale di movimentazione presente all’interno del deposito, compresi i muletti dell’azienda.
Il furto è stato scoperto lunedì 5 ottobre, quando i dipendenti sono tornati al lavoro. Il valore complessivo della refurtiva viene stimato in diversi milioni di euro, anche se la cifra esatta non è stata precisata.
Solaia, Tignanello e Guado al Tasso: le etichette nel mirino
Il bottino comprende tre vini di grande notorietà internazionale, apprezzati dagli appassionati e dal mercato del collezionismo.
- Solaia: prodotto nella Tenuta Tignanello, nel Chianti Classico, è ottenuto principalmente da Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc, con una quota di Sangiovese. A seconda dell’annata e del mercato, una bottiglia può raggiungere diverse centinaia di euro.
- Tignanello: nasce nell’omonima tenuta toscana ed è prodotto prevalentemente con uve Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc. La prima annata risale al 1971 e il vino è considerato uno dei protagonisti dell’affermazione internazionale dei cosiddetti Supertuscan.
- Guado al Tasso: proviene dalla tenuta di Bolgheri, sulla costa livornese, ed è legato alla tradizione dei grandi assemblaggi bordolesi, con Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc.
Si tratta di etichette con una consolidata presenza sui mercati internazionali, caratteristiche che rendono particolarmente delicata la questione della successiva commercializzazione delle bottiglie rubate.
Anticontraffazione e allerta alla rete commerciale
Uno degli aspetti più complessi riguarda la possibilità che la refurtiva venga immessa sul mercato attraverso canali non autorizzati.
Marchesi Antinori ha comunicato che tutte le bottiglie sottratte sono dotate di sistemi anticontraffazione. L’azienda ha inoltre informato tempestivamente la propria rete commerciale internazionale, invitando a prestare attenzione a eventuali offerte sospette e a proposte di vendita provenienti da circuiti diversi da quelli ufficiali.
La presenza di questi sistemi può contribuire a identificare le bottiglie, ma resta fondamentale la collaborazione degli operatori del settore e dei potenziali acquirenti per individuare eventuali tentativi di rivendita.
Possibile collegamento con altri furti nelle cantine italiane
Gli investigatori non escludono che dietro il colpo di Cortona possa esserci la stessa banda responsabile di altre razzie avvenute negli ultimi mesi.
Tra gli episodi citati figurano il furto nella cantina Conterno Fantino, a Monforte d’Alba, in provincia di Cuneo, nella notte tra il 16 e il 17 settembre, e quello nella sede produttiva di Banfi Piemonte a Strevi, nell’Alessandrino, tra il 28 e il 29 giugno.
Un eventuale collegamento tra i diversi episodi dovrà essere accertato dagli inquirenti. Le modalità operative e il valore dei prodotti sottratti alimentano tuttavia l’ipotesi di azioni organizzate e mirate a vini di fascia alta.
Antinori, una storia vinicola lunga oltre sei secoli
La Marchesi Antinori vanta una tradizione vitivinicola che risale al 1385, quando Giovanni di Piero Antinori entrò nell’Arte Fiorentina dei Vinattieri. Oggi l’azienda è guidata dalla 26ª generazione della famiglia e possiede tenute in diversi territori viticoli italiani e internazionali.
La presidenza è affidata ad Albiera Antinori, affiancata nella gestione dalle sorelle Allegra e Alessia. Renzo Cotarella ricopre il ruolo di amministratore delegato, mentre Piero Antinori è presidente onorario.
Il furto di Cortona colpisce dunque non soltanto un deposito, ma una realtà storica del Made in Italy enologico. Ora l’attenzione è rivolta alle indagini e alla possibilità di recuperare le migliaia di bottiglie sottratte, evitando che finiscano sul mercato attraverso canali illegali.






























