Più presenza dello Stato, controlli costanti, collaborazione tra le forze dell’ordine e strumenti tecnologici per contrastare criminalità e degrado. È questa la ricetta proposta dal generale Carmelo Burgio, candidato sindaco di Milano per Futuro Nazionale alle elezioni comunali del 2027, che ha presentato il suo programma per la sicurezza in occasione dell’incontro dedicato al libro Guerra alla Camorra, all’Hotel dei Cavalieri di Milano.
Il progetto, ribattezzato “Modello Milano”, punta a riportare la sicurezza al centro dell’azione amministrativa, con interventi che riguardino tanto il centro quanto le periferie. La parola scelta da Burgio per sintetizzare il suo approccio è forte: «Aggressività». Un termine che il generale lega alla necessità di esercitare una pressione costante sul territorio e sulla criminalità diffusa.
«La sicurezza non è una questione di percezioni»
«I cittadini sono i nostri clienti, tutti e non solo quelli del Municipio 1, pagano le tasse e, se dicono che a Milano si sentono insicuri, è compito delle istituzioni fare in modo che questo cambi», ha dichiarato Burgio.
Il candidato sindaco contesta quella che definisce una lettura della sicurezza ridotta a una semplice questione di percezioni. «Non si tratta di “percezioni”, come i milanesi si sono sentiti ripetere per anni, ma di dati, conseguenze di scelte non strategiche, prese senza cognizione di causa», ha affermato.
Da qui la proposta di un presidio più incisivo e continuativo, con l’obiettivo di impedire che alcune aree della città diventino territori nei quali la criminalità possa agire senza un’efficace risposta delle istituzioni.
«La giusta dose di aggressività, e cioè pressione», ha spiegato Burgio, significa garantire «la presenza dello Stato dove, quando e quanto serve». Una strategia che, nelle intenzioni del generale, deve coinvolgere ogni zona di Milano, dalla Stazione Centrale al quadrilatero della moda, senza trascurare i quartieri periferici.
Vigili di quartiere, assessorato dedicato e collaborazione tra le forze dell’ordine
Uno dei punti centrali del programma è il ripristino dell’assessorato alla Sicurezza, una delega che Burgio ritiene troppo delicata per essere gestita senza una figura politica specificamente dedicata.
«Un sindaco non può tenere per sé una delega tanto delicata», ha dichiarato, criticando anche le scelte dell’attuale amministrazione guidata da Giuseppe Sala. Secondo il generale, un assessore con competenze specifiche consentirebbe di seguire con continuità i tavoli di lavoro, programmare interventi di lungo periodo e fornire al sindaco gli strumenti necessari per assumere decisioni efficaci.
Il “Modello Milano” prevede inoltre il ritorno del vigile di quartiere, un patto operativo tra le diverse forze dell’ordine e una maggiore integrazione delle risorse disponibili, compreso il possibile contributo dell’Esercito.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il controllo del territorio, migliorare il coordinamento degli interventi e rendere più riconoscibile la presenza delle istituzioni nella vita quotidiana dei cittadini.
Videosorveglianza intelligente e droni: la tecnologia al servizio della sicurezza
Nel piano di Burgio trova spazio anche l’innovazione tecnologica. Tra le proposte figurano illuminazione intelligente, videosorveglianza supportata dall’intelligenza artificiale e droni per il primo intervento.
«La tecnologia non sostituisce le persone, ma serve a far arrivare prima, e nel punto giusto, chi deve intervenire», ha sottolineato il candidato sindaco.
Accanto agli strumenti di controllo, Burgio propone l’applicazione “Milano Sicura”, attraverso la quale i cittadini potrebbero segnalare situazioni di degrado e potenziali pericoli. Il progetto contempla anche il sostegno a gruppi di volontari adeguatamente formati per attività di controllo non armato del territorio.
Una partecipazione che, nella visione del generale, dovrebbe affiancare il lavoro delle istituzioni senza sostituirsi alle responsabilità delle forze dell’ordine.
Integrazione, lingua italiana e rispetto delle regole
Il programma affronta anche il tema dell’integrazione degli stranieri residenti a Milano. Burgio propone corsi di lingua italiana ed educazione civica rivolti a chi arriva in Italia con l’intenzione di inserirsi nella società e rispettarne le regole.
«La Milano che immagino offrirà reali corsi di italiano ed educazione civica per chi arriva in Italia con la voglia di fare», ha affermato, indicando anche l’emancipazione femminile come uno degli ambiti sui quali concentrare l’attenzione.
La sua posizione, ha precisato, distingue tra chi vuole costruirsi una vita nel rispetto delle regole e chi sceglie invece la strada dell’illegalità. «Per me a non trovare posto sono coloro che si comportano male e scelgono di vivere nell’illegalità», ha concluso.
Il “Modello Milano” entra nel dibattito per le comunali del 2027
Con la presentazione del suo piano, Carmelo Burgio porta la sicurezza tra i temi centrali della sua proposta politica per Milano. Presidio dei quartieri, coordinamento operativo, tecnologie e coinvolgimento dei cittadini sono gli elementi sui quali Futuro Nazionale intende costruire la propria iniziativa in vista delle elezioni comunali del 2027.
La sfida sarà trasformare le proposte in un programma amministrativo concreto, capace di misurarsi con le esigenze dei residenti e con le competenze effettive del Comune. Per Burgio, il punto di partenza è chiaro: la sicurezza deve tradursi in una presenza visibile e continuativa delle istituzioni, in ogni quartiere della città.






























