di Attilio Fusco
Il 19 maggio 2026, durante una riunione pubblica del COMITES di Santo Domingo dedicata anche ai servizi previdenziali, Luca Pellegrini annunciò un drastico ampliamento della campagna di Esistenza in Vita: da poche centinaia di interessati si passava a una platea molto più ampia, vicina al migliaio di pensionati, con una nuova scadenza fissata al 15 settembre 2026.
All’incontro erano presenti, a vario titolo, rappresentanti del COMITES, l’Ambasciatore d’Italia Sergio Maffettone, esponenti del CGIE, dell’Associazione Emilia-Romagna e dell’altro patronato operante sul territorio.
Come emerge dagli atti della riunione, gran parte dell’attenzione si concentrò sulle polemiche riguardanti Pellegrini e sull’attività dell’allora Patronato ENCAL-CISAL. Una discussione che finì per mettere in secondo piano una notizia di fondamentale importanza per centinaia di connazionali, che avrebbero avuto bisogno soprattutto di essere informati tempestivamente.
Poche settimane dopo, il 3 luglio, l’ENCAL-CISAL di Santo Domingo cessò la propria attività, a soli quindici giorni dalla scadenza della prima fase, fissata al 18 luglio.
Pellegrini proseguì comunque il proprio lavoro, successivamente attraverso il Patronato SILPA. La collaborazione fu resa possibile anche grazie all’intervento della Fondazione Nonna Rina e del suo presidente, Aldo Burzatta, da sempre attento alle necessità dei connazionali. Un sostegno che ha consentito di garantire continuità al servizio in un momento particolarmente delicato.
Da allora sono proseguiti i comunicati, i contatti diretti con i pensionati, la raccolta dei moduli e le attività di assistenza anche al di fuori di Santo Domingo. Raggiungere, in poco più di tre mesi, circa un migliaio di pensionati distribuiti su tutto il territorio dominicano, tuttavia, era un’impresa difficilmente sostenibile senza una vera mobilitazione collettiva.
Oggi le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: numerosi pensionati si stanno presentando con la pensione sospesa. E molti, quando chiedono assistenza, ripetono la stessa frase: «Non lo sapevo».
Non sapevano della seconda fase della campagna, della nuova scadenza e delle conseguenze del mancato adempimento.
È proprio qui che emerge una contraddizione difficile da ignorare.
Il COMITES ha più volte contestato a Pellegrini una presunta mancanza di chiarezza nei suoi comunicati. Una critica che rende inevitabile una domanda: quali comunicazioni ha diffuso il COMITES su questa vicenda? Quali iniziative informative capillari ha promosso per raggiungere tutti i pensionati interessati?
Perché criticare la comunicazione altrui è una cosa. Spiegare quale contributo concreto si sia dato per informare i connazionali su una scadenza tanto delicata è un’altra.
Quando è in gioco la continuità dell’erogazione di una pensione, l’informazione non può ridursi a qualche comunicato o a iniziative sporadiche. Serve un’azione coordinata, capace di raggiungere anche chi vive lontano dalla capitale, non frequenta i social network o non ha contatti diretti con le strutture di assistenza.
A rendere il quadro ancora più complicato c’è la situazione dell’altro patronato, che, secondo le informazioni raccolte sul territorio, risulterebbe attualmente non operativo. Una circostanza che accresce il carico di lavoro su Luca Pellegrini e sul Patronato SILPA, impegnati ad assistere sia pensionati mai seguiti in precedenza sia persone che si ritrovano già con la pensione sospesa.
Nel frattempo, Pellegrini continua a lavorare, senza alimentare le polemiche. Non risponde alle provocazioni e ai pettegolezzi perché, evidentemente, preferisce dedicare il proprio tempo ai connazionali in difficoltà anziché alle dispute personali.
Resta però una domanda politica e istituzionale alla quale sarebbe opportuno rispondere.
Quando si trattava di discutere di Luca Pellegrini, il tempo, l’attenzione e le energie non sembravano mancare. Quando, invece, si trattava di mobilitarsi per informare i pensionati su una scadenza capace di determinare la sospensione della pensione, la risposta appare, alla luce dei risultati, decisamente meno incisiva.
Chi ha davvero a cuore il destino degli italiani in Repubblica Dominicana? Chi si impegna concretamente per tutelare i connazionali e chi, invece, finisce per privilegiare le polemiche e altri interessi?
Le pensioni sospese e quel «non lo sapevo» meritano risposte concrete, non altre polemiche.



























