Remigrazione, stop alla regolarizzazione di chi entra illegalmente in Italia e nessuna intenzione di adattarsi alle logiche degli altri partiti. Roberto Vannacci torna a delineare la linea di Futuro Nazionale e lo fa su due fronti: con un messaggio pubblicato sui social e con una lunga intervista al canale YouTube di Fabrizio Corona.
Il generale ed europarlamentare attacca quella che definisce «ipodestra», critica i decreti flussi e rivendica la propria autonomia rispetto alla coalizione guidata da Giorgia Meloni.
Un intervento che mette al centro i temi identitari e della sicurezza, ma anche il rapporto con gli alleati e il futuro del suo nuovo movimento politico.
«Remigrazione a costo zero»: la proposta di Vannacci
Il punto centrale del messaggio pubblicato da Vannacci su Instagram è una proposta legislativa che, nelle intenzioni del leader di Futuro Nazionale, dovrebbe impedire la regolarizzazione di chi è entrato illegalmente nel Paese.
«Remigrazione a costo zero. Una semplice legge, un decreto che entrerebbe in vigore immediatamente. Chiunque entri illegalmente non verrà mai regolarizzato. Mai!», scrive Vannacci.
Il generale contrappone questa linea alle politiche adottate dall’attuale maggioranza, accusando il centrodestra di aver fatto ricorso ai decreti flussi per regolarizzare persone entrate illegalmente in Italia.
«Illegale un giorno? Illegale tutta la vita. Questa è la linea di Futuro Nazionale», conclude.
Si tratta della posizione politica espressa dal movimento, che propone un cambio di indirizzo nella gestione dell’immigrazione. La concreta applicazione di una simile misura richiederebbe comunque di definirne il quadro normativo e il rapporto con le procedure previste dalla legislazione italiana ed europea.
Da Fabrizio Corona, Vannacci spiega perché ha accettato l’intervista
L’intervista al canale YouTube di Fabrizio Corona ha offerto a Vannacci l’occasione per affrontare diversi temi, dalle prospettive elettorali ai rapporti con il centrodestra, fino alle ragioni che lo hanno spinto a partecipare al colloquio.
Il leader di Futuro Nazionale ha spiegato di aver accettato perché, a suo dire, è disposto a parlare con chiunque gli consenta di esprimere le proprie idee senza interruzioni o alterazioni delle sue dichiarazioni.
Ha poi aggiunto che molte persone gli avevano sconsigliato di frequentare Corona, descrivendolo in termini negativi. Proprio quei consigli, ha spiegato, hanno contribuito alla sua decisione.
«Nella mia vita ho fatto sempre l’opposto di quello che consiglia il pensiero unico e non ho nulla da nascondere», ha scritto sui social.
Una scelta che Vannacci presenta come una rivendicazione della propria indipendenza e della volontà di confrontarsi anche con interlocutori considerati controversi.
Meloni, Schlein e Conte: le pagelle politiche del generale
Nel corso della conversazione, Corona ha chiesto a Vannacci di descrivere alcuni protagonisti della politica con un solo aggettivo. Il generale ha definito Giorgia Meloni «carismatica», Elly Schlein «inadeguata» e Giuseppe Conte «furbo».
Su Beppe Grillo ha usato l’espressione «un comico che non fa ridere», mentre Silvia Salis è stata descritta come «una che recita». Si tratta di giudizi personali espressi da Vannacci durante l’intervista.
Il colloquio ha affrontato anche la possibilità di un futuro rapporto con la presidente del Consiglio. Alla domanda su un’eventuale telefonata di Meloni dopo le prossime elezioni politiche, Vannacci ha risposto: «Io aspetterei che il telefono suonasse. Non mi autoinvito mai da nessuno, è il padrone di casa che invita».
Una frase con cui il leader di Futuro Nazionale ribadisce di non voler cercare un ingresso nella maggioranza a qualsiasi condizione.
L’uscita dalla Lega e il progetto di «vannaccizzare» il partito
Vannacci è tornato anche sulla sua esperienza nella Lega, spiegando che inizialmente il suo obiettivo era trasformare il partito dall’interno, portandolo sulle proprie posizioni.
«L’idea era quella di cambiare la Lega, intanto cercare di capirla perché io vengo da un altro mondo e la mia intenzione era quella di portare la Lega sulle mie posizioni, tant’è che mi ero inventato il verbo “vannaccizzare” la Lega», ha raccontato.
Ha inoltre rivelato che, prima del suo ingresso nel Carroccio, c’erano stati contatti con Fratelli d’Italia.
La nascita di Futuro Nazionale rappresenta dunque, nella sua ricostruzione, il passaggio da un tentativo di influenzare un partito già esistente alla costruzione di un soggetto politico autonomo.
«Non voglio fare il ministro»: la risposta a un’eventuale offerta di Meloni
Nel corso dell’intervista, Vannacci ha affrontato anche l’ipotesi che Giorgia Meloni possa proporgli un incarico di governo in cambio di un accordo politico.
Alla possibilità di diventare ministro dell’Interno, accettando le condizioni della premier, ha risposto che direbbe «mi dispiace».
Il leader di Futuro Nazionale ha spiegato di aver ottenuto visibilità e guadagni dalla pubblicazione del suo libro, ma di non aver cambiato il proprio stile di vita. Ha quindi precisato che il suo ingresso in politica non sarebbe motivato dall’ambizione di ricoprire incarichi ministeriali.
«Io voglio dare un futuro diverso alle mie figlie. È quello il mio scopo, non fare il ministro dell’Interno né della Difesa né degli Esteri», ha dichiarato.
L’attacco a Forza Italia e alla famiglia Berlusconi
Nel colloquio con Corona non sono mancate le critiche a Forza Italia. Secondo Vannacci, il partito sarebbe destinato a cambiare sotto l’influenza della famiglia Berlusconi e avrebbe perso parte della propria identità originaria.
«Io non lo riconosco più come un partito di destra», ha affermato, sostenendo inoltre che l’80% dei voti espressi da Forza Italia in Europa sarebbe uguale a quelli del Partito Democratico.
Vannacci ha definito Marina Berlusconi «usurpatrice», mentre su Pier Silvio Berlusconi ha osservato: «Si è espresso pochissimo e non lo conosco».
Sono valutazioni che confermano la distanza politica rivendicata dal generale anche nei confronti di una componente importante dell’attuale centrodestra.
Remigrazione e identità nazionale al centro del programma
Nel corso dell’intervista, Vannacci ha ribadito che la remigrazione costituisce uno dei punti centrali del programma di Futuro Nazionale.
«Remigrazione non è deportazione di esseri ma è il sacrosanto diritto di un popolo autoctono di difendere la propria cultura e identità», ha dichiarato.
La sua proposta, accompagnata dalla richiesta di impedire la regolarizzazione di chi è entrato illegalmente in Italia, si colloca al centro della linea politica del movimento in materia di immigrazione e identità nazionale.
Il dibattito riguarda anche le modalità con cui queste proposte potrebbero essere tradotte in provvedimenti concreti, nel rispetto delle norme nazionali, europee e degli obblighi internazionali.
Futuro Nazionale, la sfida dell’autonomia politica
Dalle dichiarazioni raccolte nell’intervista emerge la volontà di Vannacci di presentare Futuro Nazionale come un progetto distinto dagli altri partiti del centrodestra. Il generale non esclude il confronto con Giorgia Meloni, ma respinge l’idea di un’intesa costruita intorno a un incarico ministeriale e critica apertamente alcune delle principali forze della coalizione.
La remigrazione, la sicurezza e la difesa dell’identità nazionale restano i temi con cui il movimento punta a caratterizzarsi. Resta da vedere come questa impostazione si tradurrà nei rapporti con gli altri partiti e nelle future scelte politiche.
La linea di Vannacci è dichiarata: costruire uno spazio autonomo, senza rinunciare alle proprie posizioni per entrare nel governo. La prova sarà trasformare questa autonomia in un progetto politico capace di tradurre le proprie proposte in iniziative concrete.



























