Italiani all’estero, Greta e Vanessa presto a casa! – di Simona Aiuti

Greta e Vanessa, due nomi moderni e chic, di quelli che si trovano tra i Pariolini, al Mamiani, e magari di quei nomi da bacheca facebook pieni di selfie, e invece no. Queste ragazze della parte pulita del nostro paese, forse e non me ne vogliano, vagamente “ingenue”, hanno deciso d’andare in India, o in Siria per aiutare chi fugge dalla guerra.

Greta e Vanessa non sono andate a bagnarsi i piedi nel Giordano, facendosi fotografare con aria sognante, o a fare il mea culpa sul muro del pianto e farsi un altro scatto nella chiesa della natività, dimenticando per un attimo di avere un marito e due fidanzati extra, e no, direi che non è questo il genere.

Le hanno definite sconsiderate, ingenue, forse sciocche per la situazione in cui si sono andate a cacciare e da cui in qualche maniera dovremo cercare noi di tirarle fuori.

Quelli ci sono, che vanno a cercare la finta avventura, un po’ avventati e prenotano l’offerta volo più hotel cinque stelle più aperitivo a 900 euro in un luogo sconsigliato, pazienza se poi ci deve venire a riprendere l’esercito. Greta e Vanessa non erano turiste un po’ Gine, e nemmeno un po’ Rosalbe! Erano in Siria per aiutare le vittime di un conflitto, portare medicine e generi di conforto.

Non si tratta di ragazze superficiali, ma di buon cuore e se è stato avventato il loro viaggio, è stato comunque nobile affrontarlo con quelle faccette pulite che vediamo in foto, ma con quali garanzie?

Tuttavia il volontariato è spesso rischioso, e chi è più adulto, esperto e navigato, dovrebbe fare attenzione a sguinzagliare per il mondo delle ragazze inesperte.

Due giovani di vent’anni che entrano in una zona di guerra, e violenze d’ogni genere, con numerosi precedenti di rapimenti di occidentali, sono due bersagli mobili non coscienti fino in fondo di ciò che stanno facendo, ma questo non dovrebbe dirsi di chi è alle loro spalle.

Il confine tra l’incoscienza e il coraggio è labile a quell’età, ma chi di anni ne ha parecchi di più, non avrebbe dovuto usare prudenza?

Si scrive su Facebook che il progetto umanitario Horryaty proseguirà non appena le ragazze torneranno, come se Greta e Vanessa avessero solo perduto un volo.

Dopo il rapimento di altri occidentali in quelle zone come è possibile che non si sia pensato d’esporre quelle ragazze a un rischio troppo grosso per la loro età?

Forse non Greta e Vanessa, ma è innegabile che ci siano troppi italiani che credono di vivere nel mondo degli unicorni e dei mini pony, e che in zona di guerra si sparino coriandoli come a carnevale. Invece si diffondono epidemie, carestia e persecuzioni, come quella drammatica e crudele che sta avvenendo nei confronti dei cristiani. Le armi comandano e le devastazioni non si curano con tanti bei sorrisi. Infine quello che troppo facilmente s’ignora è che le organizzazioni umanitarie concrete sopravvivono perché non hanno un atteggiamento da hippie che vanno in contro ai “cattivi” con ghirlande di fiori: insomma, la guerra non è un gioco.