Italiani all’estero, Fedi (Pd): Marcinelle per ricordare il sacrificio del lavoro italiano nel mondo

“Commemoriamo oggi le centinaia di emigrati italiani che hanno perso la vita sul lavoro in tanti Paesi del mondo. Questa giornata rimanda simbolicamente alla tragedia di Marcinelle” – ha ricordato l’On. Marco Fedi in una nota stampa trasmessa ai Circoli del PD in Australia.

Era la mattina dell’8 agosto 1956 nella miniera di carbone Bois du Cazier di Marcinelle in Belgio. Si trattò di un incendio, causato dalla combustione di olio ad alta pressione a causa di una scintilla elettrica, che, sviluppatosi vicino al condotto dell’aria principale, riempì di fumo tutto il pozzo minerario, provocando la morte di 262 lavoratori, in gran parte emigranti italiani. L’incidente è quello che ha provocato il maggior numero di vittime tra gli italiani all’estero in tempo di pace dopo Monongah e Dawson.

“Nell’unirmi a quanti oggi ricordano e onorano il sacrificio dei tanti lavoratori italiani morti sul lavoro nel mondo, non posso che augurarmi che l’8 agosto serva anche per dare un senso più ampio e profondo a quel sacrificio estremo” –  sottolinea Fedi.

“Questa giornata impone a tutti noi, soprattutto a quanti hanno vissuto personalmente l’esperienza migratoria, una riflessione approfondita sui temi sempre più attuali dell’integrazione degli immigrati ma anche del lavoro e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo anche in considerazione degli inarrestabili movimenti di popoli che investono il nostro mondo a causa delle conseguenze, spesso contraddittorie e inedite, di crescita e crisi economica, di guerre e povertà, di cambiamenti climatici e distruzione ambientale”.

Le cifre riportate dall’ILO nel suo rapporto, del resto, parlano chiaro: 2,02 milioni di persone muoiono ogni anno per malattie professionali:

▪       321 mila persone muoiono ogni anno per incidenti sul lavoro;
▪       160 milioni di casi l’anno di malattie professionali non mortali;
▪       317 milioni di incidenti sul lavoro l’anno non mortali,

Ciò significa:
▪       Ogni 15 secondi, un lavoratore muore per una malattia professionale o un incidente sul lavoro;
▪       Ogni 15 secondi, 151 lavoratori sono vittime di un incidente sul lavoro.

“I decessi e gli infortuni sono un fenomeno particolarmente grave nei paesi in via di sviluppo, dove gran parte della popolazione svolge attività pericolose, come nei settori dell’agricoltura, delle costruzioni, della pesca e del minerario. E molti di questi, lo sappiamo, riguardano lavoratori migranti”.

“Per ricordare degnamente i nostri lavoratori e il loro sacrificio – conclude Fedi – occorre non perdere di vista la necessità di dare concreto accoglimento alla piena affermazione dei diritti fondamentali dei lavoratori più precari e marginalizzati e dei migranti. Diritti che in tutto il mondo devono essere perseguiti con la massima attenzione e sollecitudine dalle istituzioni nazionali e internazionali e da tutte le forze politiche e sociali”.