Italiani all’estero, Eugenio Marino (Pd) a Mujica: ‘Presidente, vieni in Italia’

“Presidente, t’invito formalmente in Italia”: Eugenio Marino parla a nome del Pd che rappresenta in tutto il mondo, e Pepe Mujica sorride compiaciuto. “Vedremo, vedremo – risponde – l’anno prossimo, forse”. La chiacchierata fra il numero uno della Repubblica dell’Uruguay ed il responsabile nel mondo del Partito Democratico italiano che ha appena concluso una visita in Sud America partecipando a diversi incontri istituzionali, è stata cordiale, fra vecchi amici. Sono stati toccati diversi punti, tra cui il processo d’integrazione regionale e la collaborazione tra i due soggetti politici.

“Il presidente è un uomo di grandissima profondità perché in poche parole riesce a cogliere gli aspetti essenziali delle difficoltà di questo nostro mondo. Anche lui riconosce che la causa del disordine è da riscontrarsi nella mancanza di una governance globale”, è la riflessione del vicesegretario del PSE (Partito Socialista Europeo), Giacomo Filibeck, che ha accompagnato Marino in questo viaggio nell’America Latina.

In seguito è stato affrontato il tema dell’integrazione regionale in America Latina partendo dall’esempio dell’Unione Europea: “Pur con i suoi limiti, rimane la punta più avanzata di questo tipo di percorso”. Secondo il vicesegretario del PSE, “è necessario fare un ulteriore passo avanti per integrare le politiche delle sinistre nei diversi paesi pur con le loro specificità”.

Filibeck aggiunge che “bisogna pensare il futuro assieme ed elaborare politiche comuni oppure sarà inutile pensare di risolvere grandi sfide come cambi climatici, flussi migratori o energie sostenibili”.

Riorganizzazione interna del partito e dialogo con le forze politiche progressiste. Questi i due principali scopi della visita in Sud America di Eugenio Marino. Ultima tappa del viaggio Montevideo, dove ha partecipato al seminario PLADA (Plataforma de Desarrollo de las Américas), in compagnia di Giacomo Filibeck, deciso nell’intraprendere “un’alleanza tra i progressisti della regione su modello europeo”.

Dopo gli ultimi sviluppi politici interni – congresso e formazione del nuovo governo – “il Pd ha avviato una fase di  riorganizzazione nelle sue sedi estere” spiega Marino. Allo stesso tempo, sono già iniziate “le valutazioni per le elezioni dei Comites (Comitato degli Italiani all’Estero), che si terranno a breve”. “Vogliamo cominciare a capire come organizzare questo processo sia all’interno del partito che nella società civile”.

Questo viaggio in Sud America è stato anche un’opportunità per analizzare più da vicino la situazione in Venezuela e in Argentina: “Sono due realtà difficili e molto diverse tra loro anche se coinvolgono, in entrambi i casi, le nostre comunità”. “Il Pd – continua Marino – “che adesso è un partito di governo e una delle principali forze dell’Unione Europea, vuole cercare di capire quali sono le maggiori preoccupazioni dei nostri connazionali e contribuire ad aiutare i paesi dove questi risiedono”.

Per quanto riguarda l’Uruguay, invece, un ulteriore scopo della visita è “l’interesse nel far crescere l’alleanza progressista, di cui i democratici sono parte integrante”. Il responsabile degli italiani nel mondo del PD ha proposto di tenere il prossimo seminario dei progressisti in Italia per “incontrare i rappresentanti delle forze di centro sinistra ed elaborare proposte comuni su vari temi tra cui lo sviluppo sostenibile ed il lavoro dignitoso”.

Marino è intervenuto anche sull’introduzione della tassa di 300 euro per il riconoscimento della cittadinanza che ha suscitato diverse polemiche tra gli italiani all’estero: “Non vogliamo limitare questo diritto, né toglierlo” è la prima precisazione. “Si tratta di un contributo al lavoro dei consolati, dato che lo stato ha bisogno di risparmiare visto l’alto debito pubblico”.

In seguito il politico calabrese fa ulteriori precisazioni sulla nuova legge: “Innanzitutto l’importo da pagare non riguarda i minorenni, poi abbiamo unificato la tassa sul passaporto che adesso si pagherà una sola volta ed abbiamo anche eliminato la tassa di annuale di 40 euro”. Proprio su quest’ultimo aspetto fa un esempio: “Prima pagavamo 40 euro ogni anno per il bollo sul passaporto. Considerando che questo documento dura 10 anni, il costo totale era di 400 euro all’anno. Adesso si paga una sola volta, 300 euro. È evidente che si tratta di una riduzione della spesa anche se questo non è percepito dalla maggior parte della gente”.

Poi compara quello della cittadinanza con altri diritti costituzionali, come ad esempio lo studio o la salute: “Dobbiamo pagare per avere alcuni di questi servizi. Ciò non significa che ci compriamo il diritto a studiare o a farci curare”. “Non vorrei essere mal interpretato” prosegue. “L’Italia è un paese che dà grandi diritti. Entrare a far parte di questa comunità significa acquisire tanti diritti per tutta la vita. Io credo che valga la pena fare un sacrificio e pagare questa cifra per diventare italiano”. L’obiettivo dei democratici è assicurare che “questa cifra resti al ministero proprio per essere reinvestita sulla rete consolare per migliorare i servizi”.

Per Eugenio Marino e Giacomo Filibeck la giornata uruguaiana è iniziata con un incontro con Monica Xavier, presidente del Frente Amplio, la coalizione di centro sinistra al governo: “Abbiamo ribadito l’impegno del Partito Democratico a favore dell’Uruguay e dei temi difesi da questo paese. Non ultimo, quello su cui abbiamo avviato un lavoro comune, il processo Condor, su cui ci sono da fare ancora ulteriori passi in avanti”. Questo processo, iniziato poco più di un anno fa a Roma, vede imputati vari militari per l’uccisione di 23 cittadini latinoamericani di origine italiana durante gli anni delle dittature in Uruguay e negli altri paesi del Cono Sud. Il PD ha seguito la scelta del Frente Amplio e si è costituito parte civile: “È la prima volta che succede per un partito politico. Poche settimane fa la richiesta è stata accettata e per questo siamo venuti a dare la buona notizia”.