Italiani all’estero, elezioni Comites: la supercazzola del Pd – di Nello Passaro

Dopo una nota congiunta da parte dei deputati eletti all’estero Pd, Gianni Farina, Marco Fedi, Laura Garavini, Marco Fedi, Francesca La Marca e Fabio Porta, emessa a seguito dell’avvenuta approvazione alla Camera del decreto sulle elezioni dei Comites, che sarà definitivo con l’imminente voto del Senato per il rinnovo di questi fondamentali (?) organismi di rappresentanza, nell’esprimere la loro soddisfazione per l’avvenuta approvazione, si legge: "Tocca a noi: dopo 5 anni di sospensione della democrazia, ci possiamo riprendere il diritto di scegliere i migliori rappresentanti, che dovranno tutelare le nostre comunità e promuovere l’integrazione nei contesti di vita e di lavoro”. Ancora: “In questo momento difficile per il Paese, diamo un segnale di disponibilità che farà bene all’Italia”.

Come interpretare queste affermazioni? A nome di chi si parla? A titolo personale?

1. Sospensione della democrazia? Gli italiani all’estero non ne hanno avvertito il peso, fortunatamente.
2. Tocca a noi. Noi chi? 
3. Riprendere il diritto di scegliere i nostri rappresentanti? Chi esercita questo diritto di fatto?
4. I migliori rappresentanti? Come?
5. Disponibilità per il Paese? In che senso?