Italiani all’estero, Di Biagio (Pi): su rete MAE niente cambi di rotta, ma continuiamo a lottare

“Malgrado non vi sia stata la tanto attesa audizione del vice ministro Pistelli in merito alle determinazioni dell’amministrazione sul futuro della rete Mae, anche a seguito del recente impegno al Senato, questa mattina presso il Comitato per le questioni per gli italiani all’estero, sono state comunque veicolate le prospettive operative del Mae circa la gestione dei piani di chiusura e di sostituzione delle strutture consolari, che sembrano non rilevare alcun cambio di rotta dell’amministrazione rispetto ai discutibili piani originari”. Lo dichiara in una nota Aldo Di Biagio, senatore di Per l’Italia.

“Non si può nascondere l’amarezza per un progetto che resta, per il momento, incompiuto e che tende a sminuire il ruolo delle nostre strutture all’estero e dei servizi ai nostri connazionali rispetto a progettualità di più ampio respiro che afferiscono al potenziamento degli strumenti di politica estera del nostro Paese – spiega – quasi si intendesse legittimare un doppio binario negli interessi del Paese quando si parla di esteri”.

“In questi ultimi mesi i tentativi propositivi di confronto sono stati molteplici sempre e comunque tesi a salvaguardare i servizi ai nostri cittadini nelle aree consolari strategiche, pur nel rispetto dei parametri della SR e delle esigenze di bilancio – prosegue – ma quanto prospettato dalla Farnesina, sebbene non si configuri come il progetto risolutivo, resta comunque ben distante dai nostri propositi e sicuramente alquanto discutibile in termini di opportunità e di sostenibilità economica”.

Di Biagio conclude: “Sto preparando degli atti parlamentari orientati ad evidenziare la presunta illegittimità del ricorso ai consolati onorari in alcune aree, oltre che alle sostanziali differenze tra quanto evidenziato dal Mae in queste ore e la realtà dei fatti, al fine di ottenere delle risposte ed approdare a settembre con un piano di proposte che siano realmente rispondenti alle esigenze del paese e delle nostre collettività oltre confine”.