Italiani all’estero, Caruso (SC): alla Plenaria CGIE il solito bla bla bla

Mario Caruso

“E’ la seconda volta che sono presente ad una Plenaria del Cgie, la prima in veste di deputato, e riscontro che i temi in discussione sono sempre gli stessi, noti già a tutti. Ogni anno si parla delle medesime tematiche senza un programma di reale cambiamento e soprattutto non riscontro un impegno per la ricerca di soluzioni che non siano proposte dalle istituzioni. Mi auguro che in futuro Comites e Cgie prendano l’iniziativa e che partecipino in modo più attivo a quelle trasformazioni che li riguardano direttamente”. Lo ha dichiarato in una nota l’onorevole Mario Caruso commentando la Plenaria del Cgie che ha avuto luogo dal 26 al 28 giugno presso il Ministero degli Affari Esteri a Roma.

“Non si mette in dubbio – ha spiegato l’onorevole Caruso – il valore di Comites e Cgie, la loro storia e quanto hanno fatto in questi anni: sono due organismi di importante collegamento tra le istituzioni, i connazionali nel mondo e gli eletti all’estero,  che trovano in questi organismi un punto di ascolto e di canalizzazione delle problematiche. La strada da percorrere è quella di una riforma, essenziale anche all’esercizio degli eletti all’estero, dalla quale sono sicuro, ne uscirebbero rafforzati. Comites e Cgie andrebbero riorganizzati senza perdere di vista la necessità che questi vengano ripensati per essere più vicini e più funzionali alle nuove generazioni e alla nuova migrazione, affinchè continuino a svolgere quella funzione di connessione tra gli italiani all’estero e le istituzioni. Credo che senza un concreto coinvolgimento dei giovani, che sono la ricchezza della nostra emigrazione, e di quell’associazionismo che all’estero ha dato ampliamente dimostrazione della capacità di ‘fare rete’ e rispondere alle esigenze territoriali, possa essere difficile portare avanti un reale discorso di riforma e potremmo ritrovarci a parlare di quelle stesse problematiche che dibattiamo da anni anche alla prossima Plenaria”.

“Il mio auspicio – ha concluso il deputato – è che, qualora non sia possibile apportare una riforma condivisa ed efficiente in maniera tempestiva, si proceda comunque con quelle elezioni che chiediamo da troppo tempo”.