C’è un’Italia che investe, compete e conquista spazio in Germania. Ma accanto a banche, televisioni, porti e treni esiste un’altra presenza italiana, meno facile da misurare in numeri e quote di mercato, ma altrettanto importante: quella della cultura, della creatività e della ricerca.
A sottolinearlo è Fabrizio Bucci, ambasciatore d’Italia in Germania, in una lettera al direttore de Il Foglio, nella quale racconta una presenza italiana nel Paese sempre più “fitta, visibile e contemporanea”.
Italiani protagonisti della cultura tedesca
La presenza italiana in Germania si è rafforzata anche grazie a importanti appuntamenti internazionali. Bucci ricorda il ruolo dell’Italia come Paese ospite d’onore alla Buchmesse di Francoforte e il focus dedicato al cinema italiano all’European Film Market della Berlinale.
Ma il dato più significativo è rappresentato dai tanti professionisti italiani che oggi occupano posizioni di primo piano nelle istituzioni culturali e musicali tedesche.
Tra questi il direttore d’orchestra Daniele Gatti, direttore principale della Sächsische Staatskapelle Dresden; Andrea Lissoni, alla guida della Haus der Kunst di Monaco; Daniele Maruca alla Feuerle Collection di Berlino; Emanuele Marconi al Musikinstrumenten-Museum di Berlino e Francesco Angelico, Generalmusikdirektor della Staatsoper di Hannover.
Una presenza che racconta un’Italia capace di esportare competenze, creatività e leadership culturale.
Circa 5mila ricercatori italiani in Germania
Il fenomeno riguarda anche il mondo della ricerca.
Sono circa 5.000 i ricercatori e gli scienziati italiani attivi in Germania, una comunità che rappresenta la terza presenza internazionale dopo quella indiana e cinese.
Ancora più significativo il dato relativo ai professori universitari di ruolo: l’Italia è seconda soltanto all’Austria per presenza nel sistema accademico tedesco.
Gli italiani sono inoltre presenti nei principali enti di ricerca della Germania, tra cui Max Planck, Helmholtz, Fraunhofer e Leibniz.
Numeri che confermano come la mobilità degli italiani all’estero non sia soltanto una questione di emigrazione, ma anche di alta qualificazione professionale e scientifica.
Berlino guarda all’Italia contemporanea
Proprio Berlino, nelle prossime settimane, offrirà una fotografia particolarmente evidente di questa vitalità.
Il 9 settembre alla Neue Nationalgalerie aprirà NIGHT, la prima grande mostra personale in Germania di Maurizio Cattelan.
In occasione della Berlin Art Week, in programma dal 9 al 13 settembre, anche l’Ambasciata italiana ha organizzato un programma dedicato al dialogo tra patrimonio italiano, arte contemporanea e grandi istituzioni tedesche.
Tra gli appuntamenti, l’accostamento della Maddalena in estasi di Caravaggio a un’opera site-specific realizzata dall’artista fiamminga Berlinde De Bruyckere per gli spazi dell’Ambasciata, un incontro con Cattelan e la collaborazione con la Hamburger Bahnhof per il finissage della mostra Sabotage di Giulia Andreani.
La prima Italian Week in Germania
L’iniziativa nasce nel solco della prima Italian Week, organizzata tra la fine di maggio e l’inizio di giugno in oltre cento località della Germania.
Più di cento iniziative hanno raccontato la creatività italiana contemporanea, mettendo in rete eventi dedicati all’arte, alla cultura e alle nuove espressioni artistiche.
“Un’Italia capace non solo di conservare il proprio patrimonio, ma anche di produrre idee, linguaggi e visioni nuove”, ha spiegato Bucci.
Il successo dell’iniziativa ha convinto l’Ambasciata a trasformare la Italian Week in un appuntamento stabile e sempre più ampio.
“Un’Italia che conquista la Germania con le sue idee”
Il messaggio dell’ambasciatore è quindi quello di un’Italia che va oltre la tradizionale immagine legata al patrimonio storico e artistico.
È un’Italia che investe, compete, ricerca, crea e guida importanti istituzioni.
“C’è dunque anche un’Italia che, oltre a investire e competere, sta conquistando la Germania con le sue idee”, sottolinea Bucci.
Una presenza che racconta una nuova dimensione dell’Italia all’estero: non soltanto comunità e radici, ma anche talento, innovazione, cultura e alta professionalità.






























