Stavo rileggendo la “Divina Commedia” quando, arrivato al celebre «Nel mezzo del cammin…», il pensiero è corso quasi inevitabilmente alla politica italiana. E quella “selva oscura” di Dante mi è sembrata improvvisamente molto simile al Campo Largo.
Elly Schlein cerca infatti la “diritta via” che dovrebbe condurre il centrosinistra al governo. Ma il sentiero appare tutt’altro che sgombro.
C’è Giuseppe Conte, alleato necessario ma deciso a difendere identità e autonomia, ci sono i centristi, c’è Renzi e ci sono sensibilità politiche che non sempre sembrano guardare nella stessa direzione.
Schlein prova a tenere insieme la compagnia, ma il rischio è che il vero collante resti soprattutto l’opposizione a Giorgia Meloni. Ed è qui che cominciano i problemi: essere uniti contro qualcuno è molto più facile che esserlo su ciò che si vuole fare insieme.
Dall’altra parte, il centrodestra può rivendicare la stabilità della coalizione, l’andamento positivo dell’occupazione, i progressi nell’attuazione del PNRR, le riforme portate avanti e un’Italia con maggiore peso sulla scena europea e internazionale.
Naturalmente i problemi non sono scomparsi, crescita, debito, salari e sanità restano questioni aperte. Ma Meloni ha dalla sua un vantaggio politicamente importante, può presentarsi agli elettori con un’azione di governo da difendere e risultati da rivendicare.
Schlein, invece, deve ancora dimostrare che il Campo Largo sia qualcosa di più di una somma di opposizioni e che forze tanto diverse possano trasformarsi in una vera squadra di governo.
Ed ecco allora tornare Dante. Lui, nella selva oscura, trovò Virgilio e alla fine ritrovò la strada. Schlein, invece, continua a incontrare alleati che indicano sentieri differenti.
Se Schlein continuerà a cercare la “diritta via” tra Conte, Renzi, Bonelli e Fratoianni, il rischio è che questa “Divina Commedia” politica diventi un viaggio senza fine, con molto Inferno, parecchio Purgatorio e un Paradiso sempre più lontano.
Nel frattempo, a forza di aspettare che il Campo Largo trovi finalmente la strada, Giorgia Meloni potrebbe ritrovarsi con una prospettiva decisamente più semplice: Palazzo Chigi a tempo indeterminato.





























