Nepal, tre italiani dispersi dopo la catastrofe
Sono ore di apprensione per le famiglie di tre italiani dispersi in Nepal, dopo la drammatica catastrofe che ha colpito diverse aree del Paese. Tra le persone di cui non si hanno ancora notizie c’è Marco Ratto, 50 anni, gioielliere originario di Rapallo, che si trovava proprio nella zona interessata dall’emergenza.
“Siamo sgomenti e senza parole. Marco si trovava proprio in quella zona”, ha raccontato il cognato dell’uomo, esprimendo tutta la preoccupazione della famiglia.
Ratto risulta disperso insieme a una coppia italo-svizzera, mentre proseguono le verifiche e le operazioni delle autorità locali per individuare le persone ancora irreperibili.
Il bilancio della catastrofe resta al momento provvisorio e particolarmente pesante: si contano almeno 389 morti e oltre 1.300 dispersi, tra i quali almeno 517 stranieri.
Due italiani tratti in salvo
Nel dramma arrivano anche alcune notizie positive. Tra gli italiani messi in salvo figurano Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo, quest’ultimo protagonista di una fuga drammatica per sottrarsi alla violenza dell’acqua e dei detriti.
Lotumolo ha raccontato quei momenti con parole che restituiscono la dimensione della tragedia: “La morte ci ha bussato al pullman e ci ha detto: scendete, non è il vostro momento”.
Secondo il suo racconto, i passeggeri avrebbero avuto appena venti secondi per uscire dal mezzo e mettersi in salvo, prima che una gigantesca onda di acqua e detriti travolgesse ciò che incontrava sul suo percorso.
Una testimonianza che fotografa la rapidità e la violenza con cui si è sviluppata l’emergenza.
Sale il livello dell’acqua, nuovo allarme
L’emergenza non è ancora terminata. Le autorità locali hanno segnalato un ulteriore aumento del livello dell’acqua, con il rischio che possa tracimare oppure che possano verificarsi cedimenti improvvisi.
La situazione rimane quindi estremamente delicata per le popolazioni coinvolte e per i soccorritori impegnati nelle operazioni di ricerca e salvataggio.
Il rischio legato al cambiamento climatico
Alla tragedia si aggiunge l’allarme degli esperti sulle possibili conseguenze del riscaldamento globale nelle aree montane.
Il glaciologo Simon Cook ha spiegato che l’aumento delle temperature potrebbe favorire lo scongelamento e il degrado del permafrost, contribuendo a destabilizzare i versanti montuosi e aumentando il rischio di frane, improvvise fuoriuscite d’acqua dai laghi glaciali e collassi dei ghiacciai.
Fenomeni analoghi, ha ricordato l’esperto, si sono verificati negli ultimi anni anche in Svizzera e nelle Dolomiti italiane.
Famiglie italiane in attesa di notizie
Mentre le autorità continuano a monitorare la situazione e le operazioni di soccorso, resta alta l’apprensione per i tre italiani ancora dispersi.
Per le famiglie di Marco Ratto e della coppia italo-svizzera sono ore di angoscia, nella speranza che le ricerche possano portare a notizie positive.
Il bilancio della catastrofe, ancora provvisorio, potrebbe inoltre aggravarsi nelle prossime ore, mentre le squadre impegnate sul terreno continuano a fare i conti con condizioni difficili e con il rischio di nuovi improvvisi cedimenti.






























